Lavoro, approvato oggi in assemblea il contratto integrativo della Rti Consedin

Per la segretaria generale della Fisascat Cisl Basilicata Emanuela Sardone «la contrattazione integrativa fondamentale per elevare la qualità del lavoro e la competitività delle imprese»

I lavoratori della RTI composta dalle società Consedin, PA Advice, Fleurs International e Deloitte Consulting – che si occupa di assistenza tecnica per conto della Regione Basilicata – hanno approvato oggi in assemblea, nella Sala Inguscio, a Potenza, l’ipotesi di accordo per il contratto integrativo aziendale che tiene conto della trasformazione della maggioranza dei contratti da part time a full time. L’accordo prevede un premio di risultato parametrato alle ore giornaliere effettivamente lavorate dal dipendente: 7 per i part time e 8 per i full time. L’annualità 2022 sarà erogata entro il prossimo mese di maggio, mentre il premio 2023 sarà erogato entro maggio 2024. L’intesa prevede anche un premio una tantum di 300 euro come riconoscimento per il maggiore carico di lavoro a seguito della stabilizzazione negli organici della Regione Basilicata di una parte dei dipendenti della RTI. Il premio una tantum sarà erogato in busta paga entro maggio e potrà essere convertito dal dipendente sulla piattaforma di welfare aziendale.

Tra le misure più significative, anche una più puntuale regolamentazione dello smart working e l’impegno della RTI ad aprire il confronto sull’avanzamento di carriera e di livello dei dipendenti nel corso del secondo semestre del 2024. Positivo il giudizio espresso dalla segretaria generale della Fisascat Cisl Basilicata Emanuela Sardone sui contenuti dell’accordo: «Questo contratto di secondo livello in una realtà così importante – spiega Sardone – contiene importanti novità che vanno nella direzione della valorizzazione del contributo e delle competenze dei lavoratori. Si tratta di un accordo che sposa le più moderne innovazioni in materia di contrattazione integrativa, dallo smart working al welfare aziendale, dal sostegno alla maternità alla tutela di genere, confermandosi come una delle più interessanti esperienze pilota in materia. L’auspicio è che tale modello di relazioni industriali partecipative – conclude la segretaria della Fisascat – possa radicarsi sempre più nella nostra regione, con effetti positivi sulla qualità del lavoro e sulla competitività delle stesse imprese».

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