Il monitoraggio dei corsi d’acqua in Italia è regolamentato principalmente dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, noto come “Norme in materia ambientale”. Questo decreto recepisce la Direttiva 2000/60/CE dell’Unione Europea, conosciuta come Direttiva Quadro sulle Acque, che stabilisce un quadro per la protezione delle acque interne, di transizione, costiere e sotterranee.
In particolare, il Decreto Legislativo 152/2006 prevede l’istituzione di programmi di monitoraggio per valutare lo stato ecologico e chimico dei corpi idrici superficiali, inclusi i corsi d’acqua. Questi programmi sono finalizzati a garantire il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale e a prevenire il deterioramento dello stato delle acque.
Successivamente, il Decreto Ministeriale 8 novembre 2010, n. 260, ha introdotto specifiche metodologie per la classificazione dello stato ecologico e chimico dei corpi idrici, fornendo linee guida dettagliate per il monitoraggio e la valutazione delle acque superficiali.
Inoltre, il sistema IDRAIM (Sistema di valutazione idromorfologica, analisi e monitoraggio dei corsi d’acqua), sviluppato dall’ISPRA, offre un quadro metodologico per l’analisi e la gestione dei corsi d’acqua, supportando l’implementazione delle direttive europee in materia di acque.
Pertanto, la normativa italiana, in conformità con le direttive europee, stabilisce un quadro completo per il monitoraggio e la gestione dei corsi d’acqua, con l’obiettivo di preservare e migliorare la qualità delle risorse idriche.


