La Juve è Campione d’Italia. Nono scudetto consecutivo

È il 26 luglio 2020, ore 23 e 42 e la Juve vince il nono scudetto consecutivo. La squadra bianconera è campione d’Italia per la stagione 2019-2020 grazie alla vittoria per 2 a 0 contro la Sampdoria con due giornate d’anticipo rispetto alla fine del campionato. E si tratta anche del primo scudetto vinto nella sua carriera dall’allenatore Maurizio Sarri. La Vecchia Signora mette in bacheca il 36esimo tricolore secondo l’albo d’oro, il 38esimo per i tifosi che rivendicano anche i 2 titoli cancellati dai procedimenti di Calciopoli. Sin dal fischio d’inizio del match la Juve cerca di piantare le tende nella metà campo blucerchiata. Il possesso palla della formazione di casa non produce però occasioni reali nel primo quarto d’ora. La Sampdoria non soffre e quando può ripartire cerca di pungere il più possibile. Il copione non cambia: bianconeri a girare palla, blucerchiati a chiudere gli spazi senza troppa fatica. Dybala e Ronaldo non tirano mai, la porta di Audero non rischia nulla. L’occasione migliore capita alla Sampdoria al 37′. Quagliarella ha a disposizione un rigore in movimento nel cuore dell’area bianconera, il suo rasoterra sinistro è debole e Szczesny blocca. Prima dell’intervallo, la Juve perde Dybala per infortunio muscolare. Il numero 10 lascia il posto a Higuain nel momento migliore dei padroni di casa. I bianconeri costringono finalmente Audero a sporcarsi i guanti: sinistro di Bernardeschi, respinta del portiere. E al 6′ di recupero, arriva il gol. Lo schema su punizione sorprende la difesa ligure. Pjanic appoggia per Ronaldo, lasciato colpevolmente libero: destro secco del portoghese da 15 metri ed è 1 a 0. La Juve inizia la ripresa con lo stesso atteggiamento aggressivo. La Sampdoria contiene senza rinunciare alle ripartenze e in pochi minuti crea occasioni a raffica. Al 50′, gli ospiti spaventano Szczesny con il tocco di Leris: palla fuori di un soffio. Al 53′ il portiere polacco deve impegnarsi per disinnescare una punizione insidiosa di Ramirez. Sul corner successivo, Tonelli decolla e colpisce di testa: mira sbagliata di poco. La Juve si scuote con il break di Rabiot, che al 60′ ruba palla e innesca Ronaldo: diagonale potente, Audero però è attento. L’estremo difensore blucerchiato non è impeccabile al 66′ quando ribatte corta l’ennesima conclusione di CR7. Sul pallone piomba Bernardeschi che mette in rete il pallone del  2 a 0. Era da due anni che non segnava. La Sampdoria, colpita ma non affondata, non smette di provarci. Al 70′ serve il miglior Szczesny per negare il gol a Quagliarella, libero di colpire di testa da ottima posizione. Il sipario sul match cala al 76′, quando Thorsby rimedia la seconda ammonizione e lascia la Samp in inferiorità numerica. Con l’uomo in più, la Juve può gestire l’ultimo quarto d’ora. Ronaldo avrebbe la chance per arrotondare punteggio e bottino personale, ma all’88’ spara sulla traversa il rigore conquistato da Alex Sandro. Poco male, finisce 2 a 0: lo scudetto si tinge di nuovo di bianconero. La Juve dunque non fallisce il secondo match point. Dopo il ko con l’Udinese, i bianconeri vincono contro una buona Sampdoria all’Allianz Stadium. Sarri  quindi può finalmente festeggiare il suo primo titolo in Italia, dopo l’Europa League con il Chelsea. Uno scudetto strano, che arriva tra le critiche e non dirada tutte le nubi sulla testa del tecnico bianconero, che al triplice fischio non festeggia ma rientra subito negli spogliatoi. Ora la testa va subito alla Champions, e preoccupano gli infortuni di Dybala, De Ligt e Danilo. Sul match scudetto non poteva non esserci la firma di Ronaldo, salendo a quota 31 gol in campionato, -3 da Immobile che ha segnato una tripletta con il Verona e CR7 è stato a un passo dalla doppietta al 90′. Il duello per il titolo di capocannoniere con il bomber della Lazio promette emozioni fino alla fine del campionato. Alla fine può partire la festa bianconera per il nono scudetto consecutivo.