La grammatica delle parole nel linguaggio dei politici

Michel de Montaigne affermava nei Saggi che la maggior parte delle occasioni di disordine nel mondo sono grammaticali e mai come oggi esponenti di rilievo della compagine governativa sembra si affannino in continue esternazioni che dimostrano, manco a dirlo, il loro disordine mentale e a rigor di logica naturalmente linguistico.

Lemmi, parole, termini sono soltanto suoni che emettono con un’articolazione vocale alla stregua di un qualsiasi mugolio animalesco.

Ciò che preoccupa è l’aver concesso a simili figuri il potere di legiferare e bisogna riconoscere, come ipotizzava il filosofo francese, il gran disordine che potranno creare da non sottovalutare. Quantunque volessimo attribuire a tali sparate lessicali una semplice visibilità mediatica non si riescono a capire le soluzioni giocoforza disordinate, e ci sia permesso il bisticcio, che possano contribuire a risolvere almeno in parte se non in toto i grossi problemi che affliggono la società e il mondo in cui viviamo.

Ogni giorno oramai siamo presi dalla curiosità di ascoltare, non certo in religioso silenzio, la parola che potremmo definire illuminante come il verso del celebre poeta italiano da loro certamente ido…latrato!

radionoff
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