Il wrestling in politica: si azzuffano platealmente ma restano sempre illesi

La situazione italiana appare inverosimilmente caotica. Manifestazioni di piazza rilevanti, con un malcontento dilagante. Disagio diffuso. Preoccupante disoccupazione, miseria in aumento, tasse esorbitanti, un governo che abolisce la privacy per ragioni di interesse pubblico con decreto, un parlamentare che parla di strategia della tensione, che rimane un’accusa rilevante assai, un altro parlamentare che vuole mettere fuori legge un partito di opposizione che conta consensi parenti al 20%, un ministro che lascia un delinquente libero di fare cosa vuole, lo stesso ministro che non impedisce l’assalto alla sede della CGIL, lavoratori in piazza, chi grida al fascismo, chi al comunismo, indagini che riguardano i fatti personali di una persona in prima pagina per scopi elettorali, un parlamento inerte, un governo che fa anche il legislatore, un magistrato che si dimette, le forze dell’Ordine che non si vaccinano, un vaccino non testato abbastanza che devi assumere se vuoi lavorare, la costituzione tirata contemporaneamente da un lato e dall’altra che sta per stracciarsi, insomma una situazione davvero imbarazzante, da un lato, e preoccupante dall’altro.

La politica che si azzuffa quotidianamente e con inusitata violenza, condisce il quadro, completandolo. Da chiedersi se ne usciremo.

Ma.

Beh, c’è un ma.

Tutto quanto sopra premesso è bene ricordare che a questa più che litigiosa situazione politica si affianca un governo di unità nazionale, che vede escluso un solo partito. In altri termini tutti quei partiti che se le suonano in TV, sui giornali e nei salotti di ogni casa, governano insieme. Non solo, ma non c’è un provvedimento che non li veda compatti e unanimi nel voto.

Paradossale, non trovate?

Tutti hanno trovato un’intesa sulla privacy decapitata per decreto, e poi di sera fanno a cazzotti. Sembra il wrestling, dove sul ring (leggi TV e giornali) si picchiano in maniera platealmente vergognosa, ma senza riportare un livido, una contusione o una frattura, e, nel consiglio dei ministri, bevono il caffè e decretano all’unanimità.

La contraddizione è talmente evidente da sembrare posta in essere da una regia illuminata. Ma ecco il complottista! Ok, niente regia illuminata. Bene, l’alternativa è che sono matti da legare o bipolari, nel senso che in consiglio dei ministri Draghi li ipnotizza portandoli a firmare qualunque cosa, poi escono fuori, si svegliano e si prendono a cazzotti.

In consiglio uniti su tutto. Fuori divisi anche sulle cialtronerie.

Fratelli d’Italia è, invece, all’opposizione. Ma si tratta di un’opposizione all’acqua di rosa. Combatte su tutto apparentemente, ma in effetti non combatte su niente. I veri temi o problemi non li sfiora neppure, crogiolandosi beatamente fra le accuse di collusione coi fascisti e le rivendicazioni di democraticità, in una posizione talmente comoda da dimenticare di contestare i provvedimenti più importanti, leggi fra i tanti quello sulla privacy decapitata senza che la politica abbia battuto ciglio.

Draghi deve davvero essere un bel personaggio, un uomo talmente potente da incutere timore nei politici di lungo come di breve corso; così autorevole da domare quotidianamente quel che resta del grillismo, dopo averlo spaventato, irridendo a ogni istante il salvinismo, e poi portando il PD al guinzaglio e strizzando l’occhio a Forza Italia.

Certo, vedere Castellino, sotto lo sguardo delle forze dell’ordine, annunciare l’attacco nientepopodimenoche alla sede della CGIL, sprovvista, a quanto pare, anche della canonica guardia giurata, vedere un infiltrato e sentirlo autodenunciarsi (ma guarda un po’), godersi della scena di Salvini che un giorno sbraita e l’altro scodinzola, di Letta che davvero non sa che cazzo fare o dire, beh, vale il prezzo del biglietto. Peccato non essere tedeschi o inglesi, lo spettacolo sarebbe serenamente gradevole. Da italiani un po’ meno.

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