Il tema centrale dell’arte della Deledda

Il tema centrale dell’arte della Deledda è la debolezza dell’essere umano che deve continuamente soccombere contro il male e contro il destino avverso. L’esistenza umana è una condanna, un continuo soffrire. I motivi del verismo della scrittrice sono dati dalla sua Sardegna. È stato detto che la  Sardegna vera non era quella descritta dalla Deledda e giustamente il Pancrazi ha risposto “checchè ne dicessero i suoi amici italiani, per l’arte non importava che le due Sardegne non combaciassero; importava soltanto che fosse viva la Sardegna della Deledda; e lo era”. Si trattava comunque di una Sardegna primitiva e selvaggia come primitiva è la gente ritratta nei racconti della Deledda. Ma l’ambientazione sarda della massima parte degli scritti di questa autrice non può far parlare di un suo regionalismo, il suo folclorismo è, come ha affermato il  Momigliano, del tutto accessorio. Il grande critico ha trovato che Elias Portolu, il capolavoro della Deledda, “è il libro di più alta e insieme di più solida moralità che sia stato scritto in Italia, dopo i Promessi Sposi; è quello che rispecchia meglio la severa e religiosa intelligenza della vita che ha la Deledda. La banalità, il romanzesco, lo scandaloso, tutte le tentazioni superficiali della situazione sono evitate, le cadute di Elias e di Maddalena sono sempre l’oggetto di una severa contemplazione; si vede di continuo in quel dibattersi di Elias fra il peccato e la purezza, che la vita dell’anima è per la Deledda uno spettacolo religioso, che essa ne sente senza tregua le native forze malvage e buone, quelle che costituiscono il tessuto, il compito e il senso della nostra esistenza”.

Luigi Pistone
Luigi Pistone
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