Giuliano Piazzi (Bologna, 27 dicembre 1933 – Bologna, 12 luglio 2014) è stato un sociologo italiano. Il suo contributo fu determinante per l’affermazione della sociologia in Italia e in particolarea Bologna. Piazzi, ex professore all’Università di Urbino e di Bologna, trae spunto da un personaggio interpretato da Totò in un celebre film “Miseria e nobiltà”, nel quale una persona molto povera, per una serie di circostanze, si trova ad essere nobile e molto ricco (il principe di Casador, per l’appunto) per ricordare la teoria del valore. Il principe di Casador ha “scosso” la teoria.
Il moderno non è altro che il divenire concreto dell’astratto. La società moderna si autodescrive come un insieme di informazioni logicamente infinito. Piazzi adora il silenzio:il luogo dove si semina la parola è il silenzio. Il silenzio è la lingua madre.
Parla anche del virtuale. Il virtuale è il festival del possibile, è il farsi concreto dell’astratto. Il delirio dell’essere contingente. Il virtuale è un plus valore; è la contingenza che si auto-valorizza. Il virtuale è il possibile altrimenti elevato all’infinito. Parla anche del cinema affermando che è finzione. Col cinema si ottiene una realtà virtuale, una realtà di seconda mano (posso far “rivivere” un attore che ,fisicamente,realmente, non vive più). Parla, quindi, di virtualizzazione della realtà, che non è altro che, un ritorno alla realtà delle cose. Descrive poi le reti di informazioni .Internet, affermando che,tra le reti della comunicazione,Internet è solamente l’ultima arrivata,ma la più arrogante. Sarà il D-D a far fare il salto di qualità al virtuale; sarà lui a togliere ogni impedimento; ormai il virtuale si identifica con la realtà.Il divenire concreto dell’astratto rappresenta il moderno (è anche lui proprietà del Capitale). Da qui nasce, poi, il concetto di lavoro astratto. Nel moderno la natura vivente dell’uomo tende ad essere ripulita da ciò che la faceva essere una materia che vive. La natura vivente si ritrova nuda. Vivente che vive = Bios, cioè un vivente che non è più materia. Il respiro, il battito del cuore, le emozioni sono il vivente, sono la natura vivente dell’individuo uomo. Ma questo possono esserlo solo se e perché dentro il respiro,nel battito del cuore,ecc. vi sono i ritmi della comunicazione. C ‘è la doppia contingenza. Nel moderno,la natura vivente viene ripulita dal suo essere una materia che vive. Ad un certo punto dell’evoluzione, il rito iniziatico che era della Comunità cambia il suo compito. Esso diventa soltanto un’aggiunta di accoppiamento strutturale tra singolo e mondo collettivo. IL Bios nasce e cresce nel ventre materno; con la socializzazione, si trasforma in persona. La persona è fatta e vive dei contenuti (informazioni) che vengono da fuori, dal mondo. La natura vivente dell’uomo è un bios,una realtà biochimica complessa. Piazzi parla anche del disagio nella società moderna affermando che i disturbi gravi dell’alimentazione e i comportamenti autodistruttivi sono in aumento tra i giovani, soprattutto, tra i maschi. I suicidi giovanili, negli ultimi decenni, sono aumentati. Oggi ci sono 3 maschi suicidi per ogni femmina suicida. Al contrario le femmine superano i maschi nei tentati suicidi,esattamente il rapporto opposto: ogni tentato suicidio maschile ce ne sono 3 femminili. In Italia,come del resto in Europa,i suicidi,nella fascia dai 15 ai 24 anni, sono la seconda causa di morte,dopo gli incidenti automobilistici. Negli Stati Uniti,nei giovani tra i 15 e 24 anni il suicidio è la prima causa di morte. Per quanto riguarda i disturbi dell’alimentazione stanno aumentando soprattutto nei ragazzi bulimici (cioè che mangiano tanto per “isolarsi” dal resto del mondo). C’è una crescente solitudine,specie giovanile,ed una crescente paura della solitudine; inoltre, si evidenziano malati con crisi di panico. Piazzi arriva a dire che,spesso, per i giovani, il suicidio è lo stato normale. Chi rischia il suicidio testimonia il segno della libertà. L’informazione è potere, ma questo potere dell’informazione è veramente tale solo quando l’informazione è digitale. Il digitale è una riduzione delle cose ai minimi termini. E’ anche un manipolare. BIT ossia Binary digit. Il Bit è l’alternativa di una cifra binaria 1 oppure 0. Il BIT è il DNA dell’informazione. Il Bit è molto agile e spirituale. Lo è più dell’atomo. Il virtuale sancisce il passaggio della meccanica classica alla meccanica quantista (questa è la realtà che parla di fenomeni che non esistono,che non ci sono mai stati. Però lei li costruisce e ,quindi,sono possibili).
Il virtuale è un indicatore empirico del farsi concreto dell’astratto. Lo è perché dentro di lui c’è il digitale. La realtà del virtuale non è meno reale della realtà reale. La differenza è solo di forma .La prima è la realtà del possibile,mentre la seconda è la realtà dell’attuale. La fine del Sapere simbolico si compie. Ne consegue un vuoto dove si esalta la virtualizzazione. Ma il vuoto è solo apparente.
Il mondo sarà vissuto nella sua forma di mondo digitale. Il mondo digitale è l’unica vera,grande Costruzione .L’intelligenza si sposta dal piano dell’individuo a quello del Sociale. Il cervello-mente dell’individuo non può avere in sé un Sapere che inventa le cose. Protagonista ideativo delle cose è ormai una realtà non più individuale, il Sociale, appunto. Dall’individuo al Sociale.
Il danaro-moneta è un simbolo eccellente, significante di plusvalore.
.E’ plusvalore di simbolico e di possibile altrimenti. Ciò che conta è il simbolo, e non la carta con la quale viene stampato. Quando c’è la base cartacea,anche se il materiale è scadente,non conta,la carta c’è. Nel denaro elettronico questo simbolo è sempre più astratto e svanisce l’essere materia delle cose. Ciò che conta per il denaro è la trascendenza,per il denaro ciò che ha valore è lui stesso. Lui stesso come valore aggiunto.
Il denaro è tutto ciò che è moderno;ne contiene tutti i requisiti
Per essere scambiati i beni devono essere valutati,cioè i beni devono essere ispirati ad un denominatore comune che è il denaro : in questo il denaro è un medium straordinario.
Finanza,denaro,moneta . L’ultima conquista evolutiva ha inventato i mercati dei derivati. In questi mercati non si punta su dei materiali o dei simboli finanziari,bensì su dei possibili, su un qualsiasi avvenimento possibile. Non solo ,quindi,contingenza, ma contingenza virtuale. Sono scommesse ( i derivati) su qualcosa , su affari che non esistono ancora.
Le cose non sono più materia,ma solo una costruzione possibile del possibile. Adesso l’astratto che va bene è : plusvalore di astratto.
Anche in Borsa si negoziano merci il cui essere materia è altrove; le merci lì non ci sono. C’è solo l’impegno a comprare le merci ad una certa data stabilita.
L’economia finanziaria è lo “Spirito del tempo”, è strategia evolutiva. E’ potente,potentissima,decide ,appunto della Civiltà. Qui la quantità si trasforma in qualità.
L’economia finanziaria e il denaro sono una realtà sempre più indipendente dalla realtà delle merci e dei capitali effettivi. Antimateria. Denaro ed economia finanziaria sono decisivi per dare un volto nuovo alla condizione umana. Sono fondamentali per rafforzare e portare fino in fondo la missione del moderno.
L’economia reale e quella finanziaria si sono dissociate.
I mercati finanziari sono la vera realtà della globalizzazione.
Al posto del cervello dell’individuo prende spazio il cervello del Sociale. Il Sociale si organizza in sistemi . Dire sistema del sociale significa dire: un’identità di esistenza che si muove e funziona perché è necessariamente accoppiata al suo ambiente.
Il Sociale deve elevarsi ad unico,vero sistema del Sociale/ ambiente. Così come il D-D diventa,pure lui, l’unico ,vero sistema del Sociale/ambiente
La capacità del D-D di fare da solo,senza chiedere mai,si basa su di una condizione indispensabile :sul fatto che tutto,ma proprio tutto,debba essere tolto dal suo essere materia.
Il capitale industriale è solo una forma del capitale ; consente alla “teoria del valore”
l’individuazione esatta del plusvalore attraverso il processo di produzione.
Il capitale finanziario è lo spirito della quantità
La finanza e i suoi mercati sono i portatori della seguente ipotesi evolutiva:
ricchezza unicamente attraverso la ricchezza
ordine (contingente) dal disordine
equilibrio dal caos
forme dal nulla
valore aggiunto per qualsiasi valore quantitativo:
più astratto,più contingenza ,più flessibilità = più chances, più opportunità.
La personalizzazione delle cose e dei consumi è una conquista esclusiva del moderno. La personalizzazione coincide con il suo contrario. Coincide con il divenir concreto dell’astratto.
Differenza fondamentale tra:
Valore d’uso: il valore d’uso di una cosa sta a legittimare il fatto che la cosa ha una sua identità profonda,insostituibile;
Valore di scambio: è quel valore che c’è quando la cosa viene fatta uscire dal suo valore d’uso,dal suo essere materia.
Insieme al capitale, il valore di scambio e il denaro assumono l’egemonia del mondo. Un vero salto di qualità dell’astratto.
Il Capitale sorge dalle ceneri della Comunità . Il Capitale è il sistema del Sociale.
Valore d’uso significa: le cose sono materia e il simbolico è Sapere e, dunque, la proprietà privata non ha ragione d’esistere. Per meglio dire, la proprietà privata qua è assente perché al suo posto ce ne è una collettiva, pubblica. Nella Comunità la distinzione tra pubblico e privato non funziona .
La distinzione,però , non è privato/collettivo. E’ invece quantità / qualità.
Nella Comunità, la proprietà non è privata,è solo ricchezza qualitativa. La Comunità è proprietaria delle cose o, meglio, è la materia ad esser proprietaria delle cose.
La Comunità è un insieme organico. Analogico. Uomini e cose sono in lei. Individuo e Comunità sono un tutt’uno. L’individuo interiorizza la Comunità,è amalgamato nell’insieme.
La comunità è materia e, in questo suo essere materia , evidenzia l’essere materia dell’individuo stesso (visto che sono un tutt’ uno, questo è logico). La libertà individuale sta a significare l’individuo che si libera dal suo essere materia.
Persona: l’individuo si distingue non solo da ciò che è collettivo, ma anche,singolarmente, da altri individui. Nella persona la Comunità è assente. Proprietà privata e persona sono la stessa cosa.
Persona è colui che possiede l’individuo o il singolo corpo-cervello che c’è in lui.
Proprietà privata e persona vanno insieme. Entrambi sono assenti di Comunità. Predispongono l’individuo ad essere fuori dalla materia.
Il mito è stato un vantaggio evolutivo nel quale l’identificazione è il momento cruciale. Nel mito è riflesso il sacro, c’ è la luce attenuata del sacro. Nell’identificazione l’individuo scopre il sacro.
Con l’identificazione succede l’imprinting cerebrale.
La Comunità è mitopoiesi cioè la mitopoiesi è la Comunità che dà forma alla mente dell’individuo,c’è imprinting , prende consistenza una determinata mappatura della materia grigia.
La Mitopoiesi,dunque, risponde ad una funzione terapeutica necessaria ed è stata selezionata dall’evoluzione proprio per questo: la Comunità mitopoietica è umanesimo. Il dare senso all’esistenza individuale è cosa sacra..
La Comunità viene interiorizzata. Nell’intimo vitale di ogni individuo ci sono tutti i dati culturali,affettivi, ….portati lì dal suo gruppo ancestrale ……il retaggio arcaico è nei cromosomi.
Nei cromosomi c’è una memoria e questa memoria è il contenuto di un racconto ancestrale ,c’è,quindi, del senso….una forma olistica…la memoria cromosomica situata nel singolo individuo è un contenuto di senso Quello che il Casador sa bene è che in ogni singola,minuscola materia che respira c’è condensata la memoria semantica di almeno una parte della condizione umana. Non biochimica,ma proprio semantica. Ecco,questa piccola materia che vive è un valore d’uso .E’ il valore d’uso. E’ l’essere materia delle cose. Solo se la coscienza dell’individuo affonda le sue risorse ideative nel sapere della memoria cromosomica c’è il Sapere simbolico come semantica della Comunità. Se si rimuove il Sapere ancestrale ci potrà essere solo informazione. Se ,invece, il Sapere della memoria cromosomica è attivo ,allora anche la coscienza dell’individuo sarà Sapere.
I veri interlocutori della condizione umana sono 2:
La natura vivente dell’individuo;
La Comunità o il Sociale.
L’individuo è formato dal rapporto fra il corpo e la mente che sono in lui.
L’individuo/Comunità è: Corpo/Mente/Comunità.
Il senso evolutivo della Comunità e del Sociale non riguarda ciò che sta in mezzo (coscienza,corpo, aspirazioni,economia,famiglia,politica……), ma solo gli estremi (e, cioè, i soli 2 veri interlocutori).
La mitopoiesi costruisce e fa parlare il Sapere degli antenati che viene raccolto nei cromosomi. Il fatto è che la mitopoiesi vivifica la natura vivente dell’individuo. Lo fa essere,cioè,materia che vive. In questi cromosomi c’è un Sapere ,c’è il sacro,c’è l’etica che è dentro alla materia che vive. La materia che vive ha,però, bisogno dell’esterno,cioè della Comunità.
Grazie alla mitopoiesi c’è stato il grande salto di qualità nell’evoluzione della natura che vive.
La riproduzione mitopoietica è il seme che viene “allevato” dall’utero collettivo della Comunità. E’ certo materia che vive,ma vive attraverso il soffio vitale che viene da fuori.
Nel futuro dell’evoluzione e della storia umana c’è il destino della materia che vive.
Prima del valore di scambio e del capitale c’è la qualità. La qualità esiste quando le cose sono un essere che è, perché è materia .Le cose hanno valore perché in loro c’è la loro storia.- e c’è una memoria che guida questa storia,una memoria vincolante,normativa,perché le cose sono materia,sono qualità.
La qualità è un successo evolutivo. Il mondo è qualità
Dentro le cose c’è la riproduzione del rapporto mitopoietico, nel loro cuore c’è la materia che vive.
Il Capitale , invece c’è quando il valore di scambio è vincente,quando la strategia della quantità sconfigge la mitopoiesi.
PULIZIA ETNICA
La quantità dissolve la qualità. Il Sapere che è dentro ai cromosomi si dissocia dalla Comunità.
Alcuni passaggi logici lo dimostrano:
Molto tempo prima, la quantità si era già insinuata, c’era l’economia mercantile,monetaria e il valore di scambio era sempre più incisivo.
Poi arriva il Capitale ,cioè il denaro gestito dal Capitale. D-M-D e infine D-D.
Quindi,l’epoca del moderno è l’epoca della quantità soprattutto nella sua forma di quantità (questa è la modernità).
Qui il denaro si valorizza ,il Capitale diventa sempre più se stesso,la qualità deve diventare plusvalore di quantità ,cioè ricchezza.
Questo moderno ,però, è stato reso possibile dal superamento della mitopoiesi ,che vuol dire = lavoro astratto. Abbiamo,sostanzialmente, il lavoro concreto quando,il lavoro ,ancor prima di essere praticato, è comunque un tutt’ uno con i mezzi di sussistenza,le materie prime,gli strumenti di lavoro, ecc…….,ma ,quando, invece, il lavoro non è più un insieme con le sue condizioni oggettive, allora il lavoro è astratto, il lavoro diventa libero.
Ecco, il lavoro è libero quando viene liberato dai vincoli di appartenenza alle condizioni oggettive.
Il lavoro astratto o libero non è altro che il valore di scambio vivificato nel lavoro. E’ la M che ,da allora in poi, starà in mezzo tra il D e il D.
Il lavoro astratto è solo il lavoro che è stato voluto dal Capitale. In realtà il lavoro astratto vuol dire: la natura vivente (cioè la materia che vive e, quindi, la vita) che si separa dalle forme che l’hanno educata e che la vogliono educare (Comunità e, poi, il Sociale).
Il lavoro astratto non è altro che il farsi astratto della materia che vive.
Il farsi astratto della materia che vive significa:
il Sapere che c’è nei cromosomi dell’individuo inizia a non esser più dipendente dall’esterno.
La materia che vive si separa dalla mitopoiesi. Diventa,così, la vita. E la vita è una realtà molto astratta. Sia il lavoro che la materia che vive si fanno astratti.
Il farsi astratto della materia che vive è uno dei risultati più congegnali della quantità.
Per via della quantità, il Sapere che c’è dentro alla materia che vive , può crescere liberandosi dalla mitopoiesi.
Sia il lavoro che la materia che vive si dissociano dalla Comunità.
Per il Capitale sia il lavoro che la vita sono ambienti umani da bonificare.
Il Capitale fa, sia del lavoro che della vita, un’astrazione a proprio uso e consumo = plusvalore di quantità. Per il Capitale sia il lavoro che la vita sono,di certo, realtà molto astratte.
Il lavoro e la vita sono realtà prioritarie,scopo della democrazia, realtà indispensabili ecc…,nel senso che sono un ambiente umano da bonificare e che la bonifica deve avere successo.
Per il Capitale la bonifica (cioè il concreto) è l’essere astratto sia del lavoro che della vita.,cioè lui deve rendere entrambi una funzione del plusvalore di quantità . E’ il destino di M.
Forse c’è della violenza nel Capitale ..egli compie una sorta di pulizia etnica : egli vanifica la mitopoiesi che c’è nei cromosomi. Per il Capitale e il suo General Intellect la natura vivente non è la vita e sembra tornare alle origini,alle sue fragilità ,poiché non è più una distinzione tanto forte da ciò che non vive.
Il vivente ,per essere di qualità migliore,deve tramutarsi in pura quantità.
Il Capitale vanifica, rimuove,altera,banalizza,semplifica ecc.. il Sapere che c’è nella singola vita.
Questa ,è poi la bonifica di M (da D- M-D a D-D)
Deve farlo.
E lo deve fare perché questa vita,insieme al lavoro,deve essere astratta , nel senso richiesto dal Capitale .
La teoria del valore parte dai classici come Adam Smith e David Ricardo e viene rielaborata da Marx ed afferma che il Capitale è una rivoluzione continua degli strumenti di produzione e, quindi, di tutto l’insieme dei rapporti sociali. Il continuo rivoluzionamento della produzione, lo scuotimento di tutte le condizioni sociali, l’incertezza e il movimento eterni contraddistinguono l’era del lavoro astratto da tutte le altre.
Per il Capitale la vita stessa viene tolta da sé per farla diventare dissoluzione incessante e, quindi più creativa, più aperta, più flessibile, più scomposta, più paradossale, più virtuale, più digitale.
Le Informazioni al posto del Sapere: è solo una questione di Progresso.
Non più vincoli normativi, né memoria di materia; al loro posto ci sono dei sotfware.
Insomma, questa è la contingenza …dove la quantità è il Capitale. Più il Capitale si rafforza e più l’essere materia di cose e uomini viene abolito.
Questo è un peccato perché ,nonostante la presenza del Capitale, l’Ethos è già penetrato nella neocorteccia dell’individuo….ha già raggiunto la memoria del cervello emotivo…fino alle cellule ..al loro nucleo…..nei cromosomi.
Il Capitale fa sua la quantità,ma per fare questo,deve poi,necessariamente, riprodursi sempre più in termini di quantità…è inevitabile.
La sua esigenza non è il profitto…sarebbe troppo banale….è,invece, la riproduzione allargata di quantità…tutto deve essere monetizzato, quantivizzato e questo deve essere al massimo,in maniera esponenziale.
La quantità, ovviamente, si appropria del lavoro.
Quantità è realtà virtuale, digitale , meccanica quantistica.
Tutto questo,però,mette in secondo piano la qualità….la qualità va in crisi.
La crisi della qualità e dell’essere materia della vita produce crisi psicofisiche. E’ ormai diffusa la crisi della solidarietà tra corpo e mente…chi ci rimette è l’intimo della singola vita.
E’ stata notata una stretta correlazione tra il dissoluto uso di psicofarmaci ,da un lato , e l’irrequietezza dei mercati finanziari, dall’altro .
Casador ,e a ragione, afferma che:
esiste un fondo comune tra cose e fatti totalmente diversi tra loro.
Il fondo comune è . dalla qualità alla quantità. Il fondo comune è che,nonostante la presenza del Capitale, in ogni singola vita esiste un Sapere cromosomico forte,fortissimo…tutto ciò viene soffocato per ridursi in quantità e soffre.
Abituarsi alla quantità è difficile e spesso fa male.
Il Capitale cerca di curare il danno subito dalla qualità con una terapia che ha poi provocato quel danno e cioè la quantità. Questo vale anche per le cosiddette malattie sociali, come la tossicodipendenza.
Dunque. Quantità nella sua forma di Capitale. E’ una conquista evolutiva. Si ottiene creando ordine- disordine nell’ambiente umano. Bisogna umiliare la vita.
Ciò che emerge rispetto al singolo individuo è la trascendenza che ,comunque,raggiunge il suo grado più alto nel Capitale. Il Capitale è il Sociale ,quindi lui è il massimo della trascendenza,quindi è lui e solo lui,che, oggi, può creare e soddisfare le esigenze dello spirito.
Un esempio che cita Piazzi fa riflettere: lui sostiene che più vengono umiliati i settori della qualità, più le Borse vanno bene.
Il Capitale fa così: piano piano esonera la qualità e la sostituisce con la quantità ,così facendo il Capitale risparmia. Elimina costi che solo lui può eliminare; solo la sua Intelligenza può farlo. Questo è un percorso impegnativo che va da D-M-D a D-D.
La teoria del valore chiama questo percorso sottomissione formale del lavoro al Capitale; nel fare questo il Capitale elimina ogni cosa che sappia di qualità o materia. Lui vuole essere l’autopoiesi della quantità, del plusvalore di quantità. Valore aggiunto e,per giunta, valore che può farsi da solo. Solo così si crea ricchezza. Il Capitale risparmia perché lui sa benissimo fare a meno della Storia e del Sapere e della vita. Sa farne a meno e sostituirli con il Nulla. Un Nulla che,però,significa Libertà. Inventa un nuovo ordine risparmiando sui costi della qualità ,se per caso ,rimanessero delle “sacche di qualità” lui insisterà sulla loro banalizzazione. Se esistono queste “macchie cieche” vengono individuate ed eliminate…così,fino all’infinito…
Se, poi, nel mondo ci sono 13 milioni all’anno di bambini che muoiono di fame, il Capitale,per la sua natura, non può capire questa tragedia. La sua essenza, il suo scopo è quello di fare di ogni cosa una quantità enorme di denaro. .E’ vero gli indiani dicevano che il denaro non si mangia..
Il problema dei bambini affamati si capisce solo nell’orbita della qualità,non della quantità e,quindi, non del Capitale. Piazzi cita questo brano . “la ricchezza è putrida come gli indumenti dei ricchi e dei potenti “ ….il pane viene prodotto al fine primario di quotare il Capitale che produce pane nelle varie Borse del mondo.
Il Moderno è diverso dalla Comunità, è meno sentimentale .Nel moderno la sua riproduzione è nell’ordine della quantità. Il Capitale,che è Moderno, potrà anche fornire aiuti alle popolazioni sfortunate, ma ,se quella sfortuna è quella della crisi mitopoietica, non potrà fare niente. Lui non potrà avere cura di un corpo, di un cervello e di una mente che sono radicati in una materia che vive o ,addirittura, in una vita :Non potrà mai perché non è il suo scopo. Lui non è attrezzato per questo. Lui è una riproduzione allargata di plusvalore di quantità. Lui ,o il denaro, come Leadership del valore aggiunto. Ormai è lui che incarna la condizione umana.
Il sociale d’ora in poi, non avrà più niente a che fare con la vita. La salute e la malattia non saranno più quelle dell’individuo perché potranno esistere solo riferite al Sociale. Qui Piazzi dà il massimo di sé dicendo che ,quindi, sarebbe carino pensare ad un’origine sociale della malattia (in effetti…..) In realtà è vero che certe forme di malattia nell’individuo possono ,comunque, a ragione, essere catalogate come di origine Sociale. Perché un individuo si possa ammalare proprio come individuo ci vuole la Dialettica., ma la dialettica non c’è più.
Il Sociale inizia a partire dalla crisi della Comunità. e solo dopo che c’è una nuova trascendenza.
Si avvera così, e ciò accade solo nel moderno, il paradigma sistema Sociale/ Ambiente che si realizza solo nel Moderno e solo quando il Capitale si autorealizza.
Il Capitale D-D sarà il sistema del Sociale.
Sia la materia che vive,s ia la singola vita diventano l’ambiente umano, l’ambiente da bonificare.
I geni, i cromosomi, le cellule diventano un bios che riguarda direttamente la riproduzione di ciò che trascende l’individuo stesso. Sarà lui, il Sociale ad essere il vivente.
Il cosiddetto paradigma Sistema/Ambiente è tutto qui; questo è il suo vero significato.
Tutto dovrà essere quantitativo ,come la Finanziaria. Il Welfare e le spese sociali dovranno essere riviste,adeguate ai nuovi tempi. Qualcuno o qualcosa ci rimette sempre. Qualcuno o qualcosa, da qualche parte del mondo, questa è la legge della termodinamica.
RIEPILOGO
C’è l’economia reale, c’è materia in giro, c’è la sua durezza, durezza che deve essere sciolta.
Il Capitale interviene, inizia a farsi sistema e vuole diventare sistema del Sociale: lui è sempre più capace di trascendenza e, quindi, deve bonificare l’ambiente umano. Il Capitale, però, deve rimuovere 2 ostacoli molto intensi:
Il Sapere mitopoietico che c’è dentro la cultura e la pratica del lavoro;
Il Sapere, più profondo, che è dentro alla materia che vive, prima, e alla vita, poi.
Inizia l’operazione che conduce dal Sapere all’Informazione ,dal valore d’uso al valore di scambio.
Vengono eliminati costi importanti perché il Capitale elimina i costi legati all’essere materia sia delle cose sia degli uomini. Il capitale può sostenere solo costi quantitativi.
Il segreto è tutto qua: se io metto la quantità al posto della qualità,ciò significa che ci guadagno.; il problema è che ,poi, dovrò ,per sempre ,fare tutto in termini di quantità. La perdita della qualità sarà una perdita irreversibile e planetaria.
La globalizzazione di oggi è tutto questo.
L’essere materia del lavoro o viene banalizzato o viene sostituito in termini di Informazione.
Dal Sapere alla Teoria dell’Informazione. Trionfo dello Spirito sulla materia. Ma è tutta solo una questione di risparmio. La qualità viene semplificata,compressa fino ad essere completamente abolita.
La storia più versa del Capitale è adesso: D –D
La M non sta più in mezzo :Tutto ,ma proprio tutto (cose,persone,volontà, giudizi, gusto,intelletto ecc….) devono essere trasformati in quantità.
La teoria del valore sostiene che il fine supremo del Capitale è ridurre il più possibile il numero di coloro che vivono di salario e di aumentare il più possibile numero di coloro che vivono di plusvalore.
Non si tratta più di sostituire il Sapere del lavoro con i nuovi modelli organizzativi del lavoro stesso ( Taylor, Ford ecc…),ma oggi, il Sapere che c’è nei cromosomi del lavoratore interessa .Oggi si dice : gestione delle risorse umane. Si cerca, quindi, di rendere funzionale a D-D queste risorse di Sapere cromosomico.
Il Capitale interviene nell’intimo della materia che vive e succede, allora, che forza questo intimo del corpo-cervello-mente a non essere Sè stesso. Questo Sapere sarà talmente diluito da non sembrare più un Sapere e ,in questo risultato, interverranno le forme del divenire concreto dell’astratto ….tutte volute dal Capitale…..virtuale.. tecnologie…teorie dell’informazione….bisogna togliere di mezzo il senso storico….abolire la Storia…..eliminare il Sapere che c’è dentro ogni singola vita.
(Per conoscenza la teoria dell’informazione è recente ,risale al 1948 ,ed è stata descritta dal matematico statunitense Shannon).
D-D = Sistema vero e proprio del Sociale.
Le parti più nobili e ritenute più umane del cervello sono sempre più vissute come indispensabili nel mondo d’oggi. Queste parti più nobili sono la Neocorteccia. L’uomo è davvero uomo se e perché è un uomo neocorticale.
Homo sapiens sapiens = uomo neocorticale.
La Neocorteccia è così importante perché più essa è presente ,più c’è flessibilità,c’è più astratto, ci sono meno vincoli normativi, insomma, c’è più valore di scambio, insomma c’è più Sociale e, quindi, più quantità di denaro.
Il fatto è che, oggi, il neocorticale sta ad indicare quelle zone cerebrali che,più di ogni altre, possono essere predisposte al General Intellect.
La mente-informatica deve rendere il cervello-corpo più leggero, più flessibile, facendo a meno del Sapere, naturalmente.
Casador afferma che la mente informatica implica la crisi del rapporto mitopoietico tra corpo e mente ,proprio perché questa mente deve avere sempre meno la presenza attiva del Sapere. Deve ,quindi,esserci un plusvalore di astratto nella mente.
Anche la persona scompare e diventa una non persona.
Alla fine chi ci rimette è la singola vita. Sarà il Capitale a fare della vita un fenomeno bio-chimico-fisico complesso in funzione del Capitale medesimo.
VERITA’
Piazzi si immedesima nel Capitale per 5 capitoli poi, nell’ultimo capitolo, Piazzi valuta gli effetti negativi del Capitale.
Qui Piazzi riesce a stupirci ribaltando le tesi contenute nei precedenti 5 capitoli
Il Capitale,il suo divenire concreto dell’astratto, il suo General Intellect = tutto falso, un enorme bluff.
Le conquiste evolutive del capitale riguardano il Sociale,non la gente comune. La singola vita non potrà e non vorrà mai essere un sistema del Sociale. La materia che vive non deve più essere al servizio della Comunità. Adesso la materia che vive è diventata la singola vita. Non tutta la materia si è dissolta: La materia che conta c’è più che mai. Prima o poi tutti i software del mondo impazziranno. La quantità travolge la mitopoiesi. La materia che vive ottiene la sua verità,anzi è lei stessa verità.
L’evoluzione della quantità corrode ogni essere della materia. Appare come soluzione vincente,ma solo in superficie. Il Moderno,alla fine, significa,contro lo stesso Capitale,una sola verità:
l’essere materia delle cose e degli uomini si ripropone nella sua forma più vera e cioè la singola vita.
La vita è il massimo dell’astratto perché non può essere ordinata in nessuna forma di concretezza.
Certo, è completamente nuda. Ella rappresenta il divenire concreto dell’astratto.
Il resto del moderno è potere,ricchezza, valore aggiunto,il virtuale ,la biochimica,il digitale ,il D- D
Tutto falso!!!
Il Capitale nega il fatto che,per la prima volta nella condizione umana, c’è davvero un ‘Etica.
E’ vero: la singola vita è Etica che ,per la prima volta ,si afferma nella condizione umana.
Oggi, più che mai, la singola vita vuole essere sia materia sia Sapere. Realtà virtuosa. E non vuole rinunciare ad essere sé stessa.
La singola vita è vita biologica (dove biologica significa una separazione profonda da ciò che non è vivo).
La singola vita è come un campo magnetico che raccoglie dentro sé tutta la Storia della terra .
La verità della singola vita inizia dal semplice uovo fecondato.
La vita è materia che vive ed è un Sapere cromosomico in forma compiuta e il Sapere si tramanda attraverso i cromosomi e non dalla Comunità o dal Sociale. Dall’esterno si apprendono solo Informazioni ,non certo il Sapere. Quindi, riepilogando, niente Sapere da fuori , ma ,invece,Sapere dal fondo naturale.
La vita è materia che vive in senso compiuto.
La vita è una realtà di materia,ossia una realtà astratta.
La singola vita è l’astratto, è un’Idea. Ha dentro di sé la concretezza dell’Idea.
L’Idea ,diceva Hegel, è essenzialmente oggetto della logica.
Casador sa che la singola vita è materia che vive in senso compiuto, perché dentro di lei c’è tutto il Sapere mitopoietico che si è liberato dalla mitopoiesi stessa..
La vita è anche mistero impenetrabile…senza il Capitale,però…
Il semplice uovo fecondato è il massimo dell’astratto…il massimo della fuga nei confronti del D-D.
La matematica ,se unita alla mitopoiesi, è un solenne tradimento contro il General Intellect.
La singola vita è uno spazio matematico.
Il punto è che un semplice uovo fecondato è una realtà astratta e sublime. Tanto astratta e sublime da coincidere con la metafora dello spazio matematico.
Il General Intellect riesce a capite un uovo fecondato solo come un groviglio acerbo di cellule. La matematica,invece, fa diventare quell’uovo uno spazio concettuale molto raffinato. Spazio matematico.
Mitopoiesi e matematica.
Un semplice uovo fecondato è un’Idea.
Idea significa realtà virtuosa.
La singola vita come Idea.
La singola vita raggiunge la sua reale autonomia se si riproduce come Idea, Sapere, spazio matematico, in maniera circolare. Essa non sarà più una dipendenza tossica da rapporti sociali adeguati.
Ogni singola vita ,inizia dall’interno (col concepimento ) e si chiude all’interno ; è un’esperienza tutta interna.
La singola vita è sapere, è salute (dove tutto dipende da dentro,non da fuori). L’esterno non può più decidere la forma e il significato della singola vita. Può farlo solo forzando la situazione.
La vita è qualità più forte che mai ,è benessere interno.
Il vero salto di qualità si ha quando la vita si distingue dalla non vita, un unico e vero atto creativo.
Non la Comunità o il Sociale come corpi mistici,ma la memoria evolutiva, la storia della condizione umana radicate nella singola vita.
Non è il Sociale la vera realtà emergente,non la coscienza collettiva,neanche la comunicazione e neppure il D-D. Non può essere qualcosa che,per esistere, deve ,prima di tutto, abolire la sostanza che c’è nella singola vita.
La vita è Idea . la vita è Sapere. Ciò che viene offerto da fuori può avere solo un valore effimero e,quindi, può dare solo sofferenza, di qualsiasi cosa si tratti: dai valori alle droghe, leggere e pesanti, agli psicofarmaci. Le emozioni non possono più avere una forma che viene dal di fuori della vita.
Sentimenti ed emozioni: tanto forti e veri che,quando si provano, arrivano giù, fino a coinvolgere i cromosomi e il loro Sapere.
Da non confondere con le emozioni digitali
Il vuoto, la mancanza di senso…vanno superati…il fatto è che il vuoto che c’è dentro l’individuo non può e non potrà mai più riempirsi da fuori.
Il vuoto è dovuto alla pulizia etnica.
D’altro canto, però, la vita è amore. La vita è amore perché lei sa amare l’amore.
L’infinito è una cellula.
L’individuo è unico,così come la singola vita è unica.
Adesso c’è tenerezza.

