Il New York Times afferma che la Covid sarà per sempre

di Janet Phelan

Un articolo del New York Times rivela un marcato cambiamento nella narrazione riguardante il coronavirus e il futuro. Sono finite le dichiarazioni che la Covid è un fenomeno temporaneo, da sconfiggere con mascherine, lockdown e immunità di gregge. Citando Rustom Antia, virologo alla Emory University, l’articolo promuove l’ipotesi che la Covid ormai durerà per sempre. Il Dr. Antia ha dichiarato che “È improbabile che il virus vada via“. L’articolo continua citando il Dr. Anthony Fauci, che in precedenza era primo e strenuo promotore della tesi dell’immunità di gregge, per l’aver affermato che: “La gente si stava disorientando e pensava che non sarebbe mai stato possibile ridurre i contagi fino a raggiungere questo livello ideale di immunità di gregge, qualunque sia il numero“. In un paragrafo che potrebbe far venire i brividi lungo la schiena a coloro che desiderano essere liberi dal giogo delle restrizioni dovute al virus, l’articolo del [New York] Times riporta che “I sondaggi mostrano che circa il 30% della popolazione statunitense è ancora riluttante a farsi vaccinare. Quel numero dovrebbe migliorare, ma probabilmente non sufficientemente. È teoricamente possibile che potremmo arrivare a circa il 90% di copertura vaccinale, ma non super probabile, direi“, ha detto Marc Lipsitch, un epidemiologo della Harvard T.H. Chan School of Public Health”. In un drastico capovolgimento rispetto alle promesse che prima o poi saremmo tornati alla normalità, l’articolo continua ad analizzare le conclusioni apparentemente nuove che i virus si diffondono in modo persistente, e che una popolazione scettica alla vaccinazione sta aiutando e favorendo la persistenza di questa diffusione. L’articolo afferma “…gli esperti ora calcolano che la soglia dell’immunità di gregge sia almeno dell’80%. Se si sviluppano varianti ancora più contagiose, o se gli scienziati scoprono che le persone immunizzate possono ancora trasmettere il virus, il calcolo dovrà essere rivisto nuovamente al rialzo“. Cosa manca in questa narrazione? Una fonte in Canada, scrivendo su richiesta di anonimato, sottolinea che la narrazione si è spostata completamente dalla cura, verso un’enfasi sull’imperativo del vaccino. Mi scrive: “I media mainstream hanno rivelato, all’inizio dello scenario Covid, che ci sono svariati rimedi che funzionano bene e che non c’è assolutamente bisogno di un qualche vaccino“. Continua dicendo che “Per qualche ragione, nessuno, nemmeno i medici, si ricorda di questi rimedi“. Include la seguente lista:

Suppongo che molti, leggendo questo articolo, possano essere a conoscenza di questi rimedi proposti. Il punto qui non è fornire nuove informazioni sulla cura, bensì mettere in discussione il motivo per cui una strategia di cura è stata completamente abbandonata dalla narrazione. La fonte canadese scrive: “A mio avviso, l’oblio in cui sono stati gettati quei rimedi è così totale che suggerisce davvero che sia il risultato del controllo elettronico della mente. Idem per tutti gli altri comportamenti bizzarri dei vari leader e attori dei molti eventi attuali“. Senza addentrarci nelle preoccupazioni che il miasma dell’informatizzazione è ormai denso di segnali che possono invadere il cervello e disturbare il comportamento normale, le sue dichiarazioni devono essere considerate con attenzione, in termini di amnesia di massa che ha afflitto la popolazione mondiale. L’unico argomento sul tavolo, in questo frangente, sembra essere la domanda: “Vaccinarsi o non vaccinarsi?”. Chiaramente, l’autorità costituita sta creando uno scenario, in cui la scelta di non ricevere il vaccino è molto inopportuna per la propria sopravvivenza continuativa come lavoratore, viaggiatore ed essere sociale. Si potrebbe presentare un argomento inoppugnabile – che è in corso la creazione di una società a due livelli, i vaccinati e i lebbrosi – cioè i non vaccinati. Tuttavia, le dichiarazioni della nostra collega canadese trascendono questa analisi. Le sue dichiarazioni evidenziano gli interessi per uno sforzo di influenzare il nostro pensiero e le nostre decisioni in modo subliminale, in modi di cui non saremmo consapevoli, né avremmo il controllo. Certamente i media stanno dirigendo la nostra attenzione verso questa situazione. Per coloro che cercano di liberare le proprie menti e di esercitare la propria naturale capacità di discernimento, sarebbe utile riesaminare le affermazioni fatte non solo da individui bersagliati con l’informatizzazione, alias soggetti sperimentali, ma anche dallo stato della scienza in questa fase temporale. Non molto tempo fa il progetto di Elon Musk per Neuralink ha ottenuto una copertura significativa. Un recente articolo su New Scientist titola “Elon Musk’s plans for mind-controlled gadgets: what we know so far.” (n.d.T. “I piani di Elon Musk per i gadget controllati dalla mente: cosa sappiamo finora”). Tuttavia, l’articolo non riesce a distinguere tra i gadget controllati dalla mente e le menti controllate dai gadget. Questa differenza preoccupa alcuni scienziati. Il Dottor Robert Duncan, che ha lavorato su progetti per la CIA e per la DARPA, scrive nel suo libro, The Matrix Deciphered (n.d.T. La Matrix Decifrata): ho intervistato più di duecento persone e ho lavorato ai progetti militari di più alto livello per gli Stati Uniti, la NATO e il Regno Unito e ho fornito testimonianze videoregistrate a Senatori e rappresentanti su questo argomento, che si sono rivelate un’adesione di facciata, dato che non hanno alcun potere reale. Due agenti di alto livello dell’FBI e un paio di agenti della CIA si sono fatti avanti per convalidare l’esistenza di un progetto simile a MKULTRA(1) che continua ad reclutare persone a caso per la sperimentazione del controllo mentale. La biografia del neuroscienziato Dr. James Giordano include incarichi con il Pentagono, la DARPA, la Georgetown University e lo HHS. In una presentazione ai cadetti dell’Accademia Militare degli Stati Uniti intitolata “The Brain is the Battlefield of the Future” (n.d.T. “Il cervello è il campo di battaglia del futuro”), Giordano afferma che “Il concetto di cervello come campo di battaglia è molto importante“. Continua affermando che “Perturbazione e condizionamento saranno la chiave per creare capacità alla pari e relazioni e impegni asimmetrici“. Tanto per capirsi, ha specificato “perturbazione e condizionamento”. Un recente articolo su Scientific American iniziava con questa audace dichiarazione: “La capacità di rilevare l’attività elettrica nel cervello attraverso il cuoio capelluto, e di controllarla, trasformerà presto la medicina e cambierà la società in modi profondi“. Possibile che questa tecnologia venga ora impiegata per spingerci a diventare cavie da laboratorio per un sistema operativo sperimentale a mRNA, alias vaccino per la Covid? E come potremmo saperlo? Questo reporter ha precedentemente scoperto un reparto segreto presso il Neuropsychiatric Institute dell’UCLA, designato come A-South, dove venivano condotti esperimenti non consensuali su pazienti assistiti, esperimenti che avevano a che fare con l’elettricità del cervello. Quest’unità, diretta dal dottor Barry Guze, era certamente attiva e funzionante nella prima decade del nuovo millennio, anche se l’UCLA ha cercato di negare che l’unità sia mai esistita. La segretezza che circonda questo progetto potrebbe essere paragonata al livello di segretezza che circonda l’intero progetto MK ULTRA (controllo mentale) che è stato esposto in qualche misura nelle udienze Church e Pike degli anni ’70 e, secondo quanto si dice, sospeso. Le notizie che l’MK ULTRA sia stato interrotto sono ora in gran parte considerate fasulle. In ogni caso, ciò è qualcosa da considerare. Mentre ci mettiamo in fila per le nostre iniezioni, ignari della pletora di informazioni che sono state fornite riguardo a valide contromisure, potrebbe valere la pena chiedersi il perché. È semplicemente che i nostri sempre fedeli media hanno spostato la nostra attenzione dalle cure o c’è qualcosa di più nefasto in gioco?

Janet Phelan è sulle tracce dell’agenda delle armi biologiche fin dal nuovo millennio. Il suo libro sulla pandemia, At the Breaking Point of History: How Decades of US Duplicity Enabled the Pandemic, sarà pubblicato nel 2021 da Trine Day. I suoi articoli su questo tema sono apparsi su Activist Post, New Eastern Outlook, Infowars e altrove. Formatasi al Grinnell College, alla UC Berkeley e alla University of Missouri Graduate School of Journalism, Janet ha “abbandonato la nave” e dal 2004 scrive esclusivamente per media indipendenti. I suoi articoli sono precedentemente apparsi sul Los Angeles Times, Oui Magazine, Orange Coast Magazine, Long Beach Press Telegram, Santa Monica Daily Press e altre pubblicazioni. È l’autrice del rivoluzionario reportage EXILE e di due libri di poesia. Risiede all’estero. Potete seguire Janet su Parler qui @JanetPhelan. Per sostenere il suo lavoro, andate su JanetPhelan.

Il progetto MKULTRA (o MK-ULTRA) era il nome in codice dato a un programma illegale e clandestino di esperimenti sugli esseri umani studiato e messo in atto dalla Central Intelligence Agency durante gli anni Cinquanta e Sessanta del XX secolo, che aveva come scopo quello di identificare droghe e procedure che, integrando altre tecniche di tortura, facevano confessare le persone che vi venivano sottoposte. Organizzato tramite la Divisione Scientifica dell’Intelligence, il progetto fu coordinato con la Divisione Operazioni Speciali dei cosiddetti Chemical Corps dell’esercito degli Stati Uniti. Il programma ebbe inizio nei primi anni Cinquanta e fu approvato ufficialmente nel 1953, fino a essere ridimensionato nel 1964 e ridotto ulteriormente nel 1967, ma interrotto ufficialmente soltanto nel 1973. […]

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