Il gioco del calcio

Forse non tutti sanno che il florido mercato del calcio si regge su una invenzione geniale, sia sotto l’aspetto agonistico che sotto quello sociologico. Si sa che quando una attività, di qualsiasi tipo, si presta alle “speculazioni di mercato”, ovviamente intese come leciti possibilità di grandi guadagni economici il mercato va in fibrillazione, si muove e innalza gli “altari” al dio danaro. Nel caso del calcio si sono alzate le cattedrali.

La stragrande maggioranza dei “seguaci tifosi” fin dal primo approccio a questo sport diventa un esperto, è un “intenditore” che orgogliosamente si fregia di sciarpa e cappellino riportanti i colori societari e, cosa che la scienza ancora non sa spiegarsi, diventa un urlante logorroico.

Questo esperto automa studia, durante tutta la settimana, formazioni e tecniche per vincere la partita, modifica regole mai lette ma continuamente sentite raccontare altalenando l’”adrenalina da tifo” con la rilassante “camomilla post partita”.

Ma la maggior parte di questi tifosi sanno chi ha inventato le regole di questo gioco? Sanno chi ha realmente stabilito i motivi del divertimento? Capiscono quanto ci siano in comune gli intenti di John Hope con quelli di Pierre de Coubertin.

bbene si sappia che l’eterno e storico duello tra gli inglesi e i cugini scozzesi si accese anche per chi ha per primo inventato il “gioco del pallone”, disputa che si risolverà ai calci di rigore. Sì! il gioco del calcio l’hanno inventato loro.

La tradizione afferma che il calcio moderno sia nato in Inghilterra, a Cambridge, con le prime regole codificate nel 1848 e formalizzate nel 1863 con la nascita della prima Association Football.

Di quel regolamento, però, non è rimasta nessuna testimonianza scritta, mentre invece a Edimburgo è stato trovato un foglio del 1833 su cui lo scozzese John Hope aveva scritto le sei norme fondamentali del gioco chiamato “foot-ball Club”.

In quel manoscritto si parla di un gioco tra due formazioni, fatto prendendo a calci una palla, su un campo con due porte.

Gli elementi base ci sono tutti, e benché la federazione calcistica scozzese sia poi nata solo nel 1873, gli uomini della squadra che aveva preso il nome di Hope hanno comunque lasciato una ulteriore testimonianza scozzese perché i figli di due membri del Club divennero i primi capitani della nazionale di calcio e di quella di rugby (gioco simile al calcio).

Un ampio campo, due porte, una palla, due squadre di uguale numero di uomini, tanti tifosi e il gioco è fatto.

Rude Clava
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