«Il documento della Consulta regionale delle aggregazioni laicali apre una nuova prospettiva»

di Francesco Cupparo (FI), già assessore Regione Basilicata

Il documento della Consulta Regionale delle Aggregazioni Laicali, per le analisi, le riflessioni e le proposte contenute, risultato di un lungo lavoro di tanti volontari a cui dobbiamo un sentito riconoscimento, in sintonia con quelle della Conferenza Episcopale Lucana, apre una nuova prospettiva di presente e di futuro per la Basilicata. Per chi come me ha ispirato la propria vita pubblica e privata agli insegnamenti della Dottrina Sociale della Chiesa e aderisce, attivamente, da lunghissimo tempo  alla “comunità francescana”, le parole contenute nel documento hanno un significato particolare e specifico. Ma sono convinto che questo non riguardi solo me perché le lucide analisi lasciano il segno nelle coscienze della nostra comunità regionale, innanzitutto nella comunità cattolica, e tra gli amministratori locali che si riconoscono nell’impegno ecclesiale della Conferenza Episcopale.

I “segni di speranza” dei “costruttori del futuro” riguardano prima di tutto la grande emergenza demografica. Le ultime previsioni ISTAT sull’accentuazione dello spopolamento dei piccoli comuni e delle aree interne richiamano tutti, a prescindere dalla propria fede religiosa e dall’appartenenza politica, a scelte urgenti e coraggiose prima di tutto di politica nazionale che auspichiamo il Parlamento e il Governo affronteranno il più rapidamente possibile in concertazione con Regioni e Comuni. Il contrasto allo spopolamento e la rivitalizzazione dei centri storici come attrazione turistica sono gli obiettivi prioritari che bisogna perseguire a partire da una concertazione più efficace con Parlamento e Governo anche attraverso i progetti specifici del Pnrr.

Il modello di “Basilicata solidale e inclusiva” indicato dalla Consulta non può dunque non partire dall’emergenza demografica e dalle risposte che dobbiamo ai giovani per farli restare in Basilicata come ai bisogni delle persone anziane e delle fasce sociali più deboli. Trovo per questo significativo il richiamo contenuto nel documento alla denuncia di Papa Francesco: “Uno dei mali del Sud è la rassegnazione, il lasciare che le cose vadano come sono sempre andate, anche quando sono andate male, adeguandosi al male fino a divenirne inconsapevolmente parte”. Superare la rassegnazione rilanciando la fiducia tra istituzioni-politica e società civile è dunque una responsabilità per tutti quelli che guardano al benessere sociale delle nostre comunità.

Nessuno può tirarsi indietro dal dare il suo apporto. Del resto io l’ho fatto nel recente passato e credo che l’esperienza maturata possa essere utile per affrontare il presente e il futuro. Posso dire con orgoglio e per il riconoscimento diffuso che continuo a ricevere che è rimasto qualche segno della mia attività al Dipartimento Attività Produttive-Sviluppo Economico dove ho svolto la funzione per più tempo e poi al Dipartimento Politiche Agricole. La mia esperienza assessorile ha fatto i conti con la pandemia e con le pesanti conseguenze che si sono abbattute su imprese, lavoratori, professionisti e cittadini. Negli anni della pandemia il mio primo ed unico pensiero è stato quello di mettere in sicurezza attività produttive e persone. Da questa necessità sono stati scritti e banditi i numerosi Avvisi Pubblici di aiuti immediati differenziati tra loro per categorie, comparti, attività.

Mi piace ricordarlo perché c’è adesso un paragone da fare, sia pure con le dovute differenziazioni. Come la pandemia, gli effetti devastanti della guerra in Ucraina, la crisi economica internazionale, i profondi ed improvvisi cambiamenti intervenuti nel giro di un paio d’anni, anzi sommati alla pandemia, ripropongono lo stesso tema: come difendere stabilimenti, piccole aziende, posti di lavoro e garantire servizi sociali alle nostre popolazioni. Lo sforzo che tutti dobbiamo fare, ciascuno per la propria funzione e nella propria autonomia politica e di giudizio, per produrre risultati ha bisogno del confronto, del dialogo e della sintesi. Lo dice chi al Dipartimento Attività Produttive ha presieduto decine e decine di incontri – ho perso il conto – con sindacati, associazioni datoriali, rappresentanti di grandi gruppi industriali e poi a Roma ai Ministeri.

” Il Signore ci chiede di essere persone alleate dell’altro», scrive Padre Enzo Fortunato nel suo bellissimo libro “Buongiorno brava gente”. Credo non ci sia invito migliore da seguire.

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