Il colmo della misura …o… la misura del colmo?

Le recenti notizie di questi giorni relative a due fatti non proprio marginali, riportate dalla stampa non possono non suscitare dubbi su quanto avvenga nella società ipocrita in cui viviamo e i vistosi paraocchi di cui si ammanta. Da tempo assistiamo a fiumi di parole, scatologia allo stato puro, che fuoriescono come torrenti impetuosi dalla bocca di personalità di rilievo politico che si beano dell’immunità che la nostra Costituzione assegna loro e di cui si fanno scudo con meschinità assoluta. Son mesi ormai che ci hanno ammorbati con le loro verbosità quasi in doppiopetto di chiara memoria e adesso si scandalizzano per le parole usate nel libro scritto a titolo personale da un alto ufficiale delle Forze Armate da poco nominato direttore del prestigioso Istituto Geografico Militare, con sede a Firenze.

Cerchiamo di capire, visto il suo curriculum e la carriera e gli incarichi ricoperti: ci si accorge solo adesso, ammesso che possa essere accaduto, che sia andato di banda col suo cervello? Ci sembra non torni qualcosa. Un alto ufficiale che ha svolto importanti missioni in reparti essenzialmente operativi e in territori diversi credo possa avere importanti competenze ma in ambiti diversi da quelle del famoso Istituto Geografico, alla cui direzione si sono succeduti alti ufficiali e con ben altre competenze organizzative. Sembra quasi che la recente nomina non sia stata pienamente gradita per un alto ufficiale abituato a operare su ambiti differenti. E il nostro Teopompo parla di farneticazioni! Ci ritengono esseri pensanti o no?

Passiamo all’altra notizia riferita a una sentenza che assolveva dal reato di stupro tre giovani di diciannove anni all’epoca dei fatti perché avevano frainteso l’assenso della vittima. Ma in che anno viviamo: il 2023 o in un Medio Evo prossimo venturo ci viene da pensare? Non vogliamo ammettere che la società italiana sia ancora affetta da enormi tare mentali e che faccia fatica a superare, davvero tutti i cittadini sono uguali come sancisce la nostra amata Lex Legum? Diciamolo una volta per tutte, la nostra classe politica di governo come d’opposizione non sa fare altro che imbellettarsi di emancipazione e non avere il coraggio delle proprie azioni, ieri e ancora oggi!

radionoff
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