Gemma: «La Zes unica in tutto il Sud è una scelta strategica»

“Finalmente si apre una nuova fase per il futuro produttivo e occupazionale del Sud. In pochi mesi il governo Meloni ha messo in campo una serie di provvedimenti strutturali molto significativi. Ultima iniziativa, l’istituzione di un’unica Zona economica speciale (Zes) per l’intero Mezzogiorno, in alternativa alle attuali otto Zes territoriali esistenti”. Così in una nota stampa l’on. Chiara Gemma, europarlamentare di Ecr-Fdi.

“Con questa scelta del governo – evidenzia – si apriranno nuove possibilità anche per la Basilicata dove attualmente solo 13 comuni lucani fanno parte della Zes Jonica interregionale insieme ad alcune aree della Puglia. Ora, grazie alla Zes unica per il Sud, tutti i comuni della Basilicata avranno le stesse possibilità dei 13 centri che fanno già parte della Zes Jonica (Melfi, Tito, Atella, Senise, Viggiano, Lauria, Baragiano, Balvano, Matera, Pisticci, Ferrandina, Policoro, Scanzano Jonico). Di conseguenza si potrà ampliare a tutta la regione il potenziale della Zes Jonica che sta già gestendo circa 40 richieste di autorizzazione, di cui 10 già concesse, per 40 milioni di euro di investimenti complessivi. L’istituzione di un’unica Zes – spiega l’on. Gemma – è stata già accettata dall’Ue e servirà a garantire misure di semplificazione per la nascita e l’implementazione di nuove imprese. I benefici più importanti, attribuiti attualmente alle Zes, consistono nella fiscalità di vantaggio attraverso il credito d’imposta e l’istituzione di uno sportello unico digitale per ottenere velocemente le autorizzazioni necessarie. La Zona economica speciale unica per le regioni del Sud – sottolinea l’eurodeputata – si andrà a collegare alla riforma delle aree produttive inserita negli obiettivi del Pnrr e ai diversi strumenti di programmazione pluriennale europei e nazionali. La sua istituzione, fortemente voluta dal premier Meloni e dal ministro agli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr Fitto, è doppiamente importante vista la crisi demografica, economica ed occupazionale che classifica il Mezzogiorno come il contesto territoriale più arretrato dell’area euro. In particolare, dopo la crisi dovuta al Covid-19 e la crisi del 2008 che hanno ampliato ancora di più il divario tra le regioni meridionali e quelle del Nord Italia. Quanto ha deciso il governo – conclude l’on. Gemma – è un risultato politico e strategico di forte rilievo per rendere il Sud competitivo e attrattivo rispetto agli investimenti di imprese nazionali ed internazionali e per imprimere un cambio di passo all’economia”. 

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