Francia. Quinta notte di rivolte per la morte di Nahel

Ancora disordini e scontri in Francia dopo la morte di Nahel, il diciassettenne ucciso da un poliziotto a Nanterre. Nella quinta notte si sono registrati tumulti a Lione, Parigi e Marsiglia, e oltre 1.000 persone sono state arrestate. Il Governo ha schierato 45mila agenti. L’ondata di violenza non ha interessato solo i grandi centri. Nella notte, si è verificato un attentato con un’auto in fiamme contro l’abitazione del sindaco di L’Hay-les-Roses, un piccolo comune nella Val- de-Marne, a sud di Parigi. È “un fatto intollerabile”, ha tuonato il primo ministro francese, Elisabeth Borne, aggiungendo che “i colpevoli saranno perseguiti con la massima fermezza”.

Borne e il ministro dell’Interno Gérald Darmanin si sono recati nella località Il primo ministro ha condannato i “fatti intollerabili”. “I colpevoli saranno perseguiti con la massima fermezza”, ha detto, esprimendo il suo sostegno al sindaco e alla sua famiglia “ancora sotto choc”. Borne ha assicurato ai sindaci che il governo non “lascerà passare alcuna violenza” e che “la massima fermezza” sarà applicata nelle sanzioni.

“Il primo ministro condanna questi fatti intollerabili e dà il suo pieno sostegno al sindaco di L’Hay-les-Roses e ai suoi parenti. Ha inviato un messaggio al sindaco e alla sua famiglia che sono ancora sotto shock. I colpevoli saranno perseguiti con la massima fermezza”, si legge in una nota di Matignon. Intanto la procura ha comunicato che gli autori dell’attentato, probabilmente hanno lanciato il veicolo “per bruciare” l’abitazione del sindaco. Secondo il procuratore della Repubblica di Cre’teil, Stephane Hardouin, “i primi rilievi fanno ipotizzare che il veicolo sia stato lanciato per bruciare la villetta”. “In una bottiglia di coca cola è stato scoperto un accelerante”, ha aggiunto il gip, denunciando il fatto come di “estrema gravità”.

Il sindaco, Vincent Jeanbrun, primo cittadino di L’Ha-les-Roses in Val-de-Marne: “Mia moglie e i miei figli sono scioccati e feriti”. Secondo Le Figaro, che cita fonti dell’entourage del primo cittadino, Jeanbrun si trovava nella sede del municipio, barricato da filo spinato, quando un gruppo di persone si è radunato davanti a casa sua dove si trovavano sua moglie e i due bambini piccoli. I rivoltosi hanno utilizzato un’auto per sfondare il cancello del giardino, poi hanno dato fuoco al veicolo, “con la chiara intenzione di dare fuoco alla casa del sindaco”. La moglie di Vincent Jeanbrun è poi fuggita frettolosamente con i suoi due figli ed è rimasta ferita durante la fuga inseguita dagli aggressori ed è stata ricoverata in ospedale. Dopo l’aggressione la procura di Creteil ha aperto un’inchiesta per tentato omicidio, riporta BFMTv.

radionoff
radionoff
Articoli: 9707