“Fondazione Appennino”, petrolio in Basilicata, sostenibilità ambientale, lavoro, politica e non solo. Questi alcuni degli argomenti trattati nella video-intervista a Piero Lacorazza dal direttore di Radionoff

Imprenditore sociale, titolare di Partita Iva. Giornalista e consulente di marketing politico ed elettorale. È stato il fondatore della Fondazione Appennino ETS (partner ASVIS), impresa sociale senza scopo di lucro, che ha nella sua missione progetti di sviluppo locale nelle aree interne, con l’intento di valorizzare, promuovere, conservare luoghi e beni del paesaggio, della cultura, delle tradizioni, della qualità della vita e sostenere politiche per la sicurezza del territorio. Direttore della testata giornalistica online “Civiltà Appennino” e curatore editoriale, per la Donzelli, della serie di libri “Civiltà Appennino” il primo dei quali pubblicato a gennaio 2020. Consolida esperienze sulle tematiche ambientali ed energetiche. Nel luglio 2019 con la casa editrice People scrive il libro “Il miglior attacco è la difesa. Costituzione territorio petrolio”. Si occupa di cooperazione transnazionale e interregionale, coordina progetti PCTO (percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento – ex alternanza scuola lavoro). A differenza di altri Piero Lacorazza, dunque, ha avviato una sua attività, non gode di alcun vitalizio e non ha incarichi “politici remunerati” ma è tornato alla semplice militanza dopo un percorso che lo visto impegnato in politica sin dall’età di 16 anni come responsabile del circolo della Sinistra Giovanile di Montemurro in provincia di Potenza.

Piero Lacorazza milita per oltre dieci anni nel movimento giovanile dell’allora Pds, divenendone segretario regionale nel 1998 (a 21 anni), poi rieletto nel 2001. Nel 2006 è eletto segretario regionale dei Democratici di Sinistra, dopo aver ricoperto per un anno l’incarico di coordinatore della segreteria. Con le elezioni primarie del 2007 viene eletto segretario regionale del Partito Democratico della Basilicata con oltre l’80% dei voti.Nel 2006 è eletto segretario regionale dei Democratici di Sinistra, dopo aver ricoperto per un anno l’incarico di coordinatore della segreteria. Con le elezioni primarie del 2007 viene eletto segretario regionale del Partito Democratico della Basilicata con oltre l’80% dei voti. A 32 anni, il 7 giugno del 2009, è eletto presidente della Provincia di Potenza con oltre il 51% dei voti, sostenuto da una coalizione di centrosinistra. Nel 2011 riceve da Legambiente il riconoscimento “Miglior buona pratica” per il progetto “Scuola ecologica in scuola sicura”. Nelle elezioni anticipate per il rinnovo del consiglio regionale della Basilicata si candida alle elezioni primarie per la carica di governatore. Elezioni che registrano la partecipazione di 54.000 lucani e alle quali Lacorazza arriva secondo con appena 375 voti di scarto rispetto al vincitore e futuro presidente Marcello Pittella. Nonostante le polemiche sollevatesi sulle modalità di voto che portano alla vittoria di Marcello Pittella, decide di riconoscere la propria sconfitta e così unire il Pd e il Centrosinistra. Si candida quindi per un seggio al consiglio regionale alle elezioni del 18 e 19 novembre 2013 e diventa consigliere con 11.234 voti, risultando il più votato nella lista del Partito Democratico. Lacorazza è primo firmatario di leggi importanti tra cui la proposta di legge del nuovo Statuto regionale approvato in via definitiva nel 2017 e la legge regionale che istituisce l’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità. È tra i principali promotori e sostenitori del Referendum del 17 aprile 2016 sulle trivelle che propone l’abrogazione della norma che estende la durata delle concessioni per estrarre idrocarburi in zone di mare (entro 12 miglia nautiche dalla costa) sino all’esaurimento della vita utile dei rispettivi giacimenti. Il 10 maggio dello stesso anno, a seguito del suddetto referendum che lo vede tra i protagonisti e rispetto al quale l’allora premier e segretario del Pd Renzi si spende per l’astensione, non gli viene rinnovata la carica di Presidente del Consiglio regionale della Basilicata. È primo firmatario della nuova legge elettorale che prevede l’abolizione del listino e l’introduzione della doppia preferenza di genere e di leggi che hanno tagliato le indennita’ e i vitalizi dei consiglieri regionali. Così come di quella che ha istituito il fondo unico per le autonomie locali e gli ecomusei. Alle elezioni regionali di marzo 2019 rinuncia alla candidatura a Presidente della Regione Basilicata per unire il Pd e il Centrosinistra sulla candidatura di Carlo Trerotola. La sconfitta della coalizione non consente la sua rielezione in Consiglio regionale poiché la lista – da lui messa in piedi e suffragata da 10.000 voti – non ottiene il seggio nonostante, con circa 4.000 preferenze, sia tra i candidati più votati. A giugno 2020 il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti lo nomina vice responsabile organizzazione nazionale, con lo specifico compito di occuparsi di Sud e Isole.

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