Fisascat Cisl e Uiltucs: «Tavolo aperto con Sicuritalia ed Eni sulla vigilanza al centro oli di Viggiano»

Prosegue il confronto tra i sindacati Fisascat Cisl e Uiltucs e Sicuritalia, azienda subentrata da ormai quasi un anno nell’appalto del servizio di vigilanza armata e non armata al centro olio di Viggiano. Le due sigle sindacali fanno sapere che sono «diversi i passi in avanti registrati nel miglioramento delle condizioni lavorative delle maestranze, grazie anche, in taluni casi, alla mediazione dell’Eni. Nel recente incontro del 20 aprile – spiegano i segretari Emanuela Sardone (Fisascat) e Fabio Tundo (Uiltucs) – sono state fornite ulteriori risposte in merito a talune problematiche afferenti l’organizzazione del lavoro e gli ordini di servizio, così come è stato fornito riscontro in merito alla necessità rappresentata dai sindacati di assicurare un riparo dalle intemperie alle maestranze che operano su quelle postazioni di lavoro ancora sprovviste di tutela». Per i due sindacalisti di Fisascat e Uiltucs «restano ancora aperte alcune questioni, non da ultima quella dei turni da 12 ore, che affronteremo già al prossimo tavolo di confronto».

Nel frattempo, Sardone e Tundo sottolineano che «sono state diverse le interlocuzioni anche con l’Eni che, in qualità di committente, adempie al proprio ruolo di supervisore, prestando anche la propria collaborazione per la corretta gestione dell’appalto». «In considerazione della particolarità del sito, degli sforzi quotidiani profusi dai lavoratori della vigilanza, che ad oggi ancora attendono il rinnovo del Ccnl, abbiamo richiesto alla committente di farsi parte attiva in quella che è diventata una situazione di emergenza economica e sociale di tutta la categoria», dichiarano Sardone  e Fabio Tundo, secondo cui «il riconoscimento del lavoro e un’azione concreta a sostegno delle maestranze risulta rispondente a quei principi di collaborazione, promozione, valorizzazione e salvaguardia dell’occupazione, principi che sino ad oggi hanno contraddistinto il confronto tra le parti».

«Non riteniamo, allo stato attuale, che la strada dello scontro sia quella utile al raggiungimento di un obiettivo e siamo fiduciosi che l’Eni non andrà a rompere le relazioni sin qui costruite ignorando le richieste dell’intera platea lavorativa. Al contempo, riteniamo non corretto far passare il messaggio che un reale miglioramento della situazione retributiva e contributiva possa avvenire al di fuori della contrattazione nazionale e territoriale. Quest’ultima, attualmente assente nella nostra regione, deve essere l’obiettivo da perseguire per fornire una concreta risposta anche in termini salariali alle esigenze dei lavoratori, in maniera equa e senza distinzione di azienda o di sito produttivo. Su questo saranno orientati i nostri maggiori sforzi nel solco di una concertazione leale e corretta», concludono Sardone e Tundo.

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