Ferrosud spa. L’Inps chiude i rubinetti della cassa Covid

«A farne le spese sono i più deboli»

di Maurizio Girasole, Segretario regionale Fiom Cgil Basilicata

Il 28 maggio l’Inps,  l’Istituto guidato dall’economista Pasquale Tridico, ha congelato le autorizzazioni per le richieste presentate dalle imprese per ottenere l’assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale (Fis), destinato al terziario e alle pmi e a seguire  sono finite in stand by anche le domande presentate per utilizzare la cig ordinaria e in deroga, sempre con la causale emergenza Covid-19. Dunque anche le imprese del commercio, della manifattura, delle costruzioni si sono viste congelare le richieste di autorizzazione all’uso dell’ammortizzatore sociale emergenziale.  La motivazione del blocco delle autorizzazioni e’ imputabile al superamento del plafond di cassa autorizzabile che ha sfondato il tetto del 120%. Siamo piombati in piena emergenza produttiva e occupazionale, al netto dei furbetti del finto ricorso alla cassa Covid. Ecco perché ai lavoratori della Ferrosud Spa in amministrazione straordinaria non arriva il misero sussidio della cassa Covid. Lavoratori vaccinati ma che rischiamo di morire di fame.  I ministeri del Lavoro e dell’Economia hanno approntato una bozza di norma che, se approvata in Consiglio dei ministri, permetterà all’Inps di sbloccare le autorizzazioni per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali permettendo il pagamento dello stesso. Con la norma ancora allo stadio di bozza, resta da capire quando si sbloccheranno le autorizzazioni. Serve una mobilitazione generale per  il lavoro, per un sistema universalistico e moderno degli ammortizzatori sociali: va ripristinata la mobilità ordinaria e in deroga, bisogna mantenere il blocco dei licenziamenti almeno sino a fine anno.

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