Federmoda-Confcommercio: in ripresa il comparto calzaturiero “made in Italy”

I segnali di ripresa del comparto calzaturiero, uno dei simboli del “made in Italy”, sono incoraggianti , sebbene il recupero post-pandemia sia tuttora penalizzato dai costi elevati delle materie prime e dall’incremento dei costi aziendali (in primo luogo energetici). Per i titolari di esercizi specializzati in calzature associati a Federmoda-Confcommercio le indicazioni che emergono da MICAM Milano, il salone Internazionale della Calzatura giunto alla 95esima edizione, inducono comunque all’ottimismo. Alla Fiera, presso lo stand Federmoda, Antonio Sorrentino, referente della federazione provinciale di Potenza, traccia un bilancio del 2022 e commenta le previsioni per il 2023. Secondo quanto rilevato dal Centro studi di Confindustria moda per Assocalzaturifici, il settore delle scarpe made in Italy ha archiviato l’anno con un fatturato di quasi 14,5 miliardi di euro, in crescita del 14% rispetto allo scorso anno. Si tratta di un dato che sancisce il superamento della crisi del biennio pandemico e un recupero rispetto al 2019. A trainare questo miglioramento sono state soprattutto le performance dell’export, in aumento del 23,3% con vendite per 10,48 miliardi nei primi dieci mesi, trainato dalle griffe del lusso e con un prezzo medio al paio che ha raggiunto i 57,26 euro (+10,7%). Si rafforza inoltre il saldo commerciale, pari a 5,54 miliardi (+7,6%), mentre i consumi delle famiglie hanno registrato un +9,6%, pur non superando il gap col pre-pandemia.

«Registriamo comunque sul nostro territorio – dice Sorrentino – una situazione disomogenea. Almeno sei aziende su dieci , infatti, non hanno ancora ripianato il gap col 2019 e parecchie non sono riuscite a superare la crisi. In secondo luogo le conseguenze delle dinamiche inflattive, gli aumenti dei costi delle materie prime e in generale aziendali, prima di tutto le bollette energetiche, pesano sugli utili delle aziende. Persino i cambiamenti climatici con un inverno arrivato troppo tardi – aggiunge – hanno la loro influenza sulle vendite al punto che la stagione dei saldi è partita troppo tardi. Con le collezioni primavera-estate e con la stagione delle cerimonie contiamo di avviare un’autentica ripresa. Le scarpe sportive contribuiscono in modo significativo alla crescita. La moda delle calzature da uomo e da donna predilige prevalentemente modelli di scarpe molto confortevoli”.

Tra le tipologie, le scarpe in pelle, tipiche della tradizione tricolore, sono le uniche che ancora presentano un divario in volume sul 2019 con un calo del 10,4%. Sul versante interno, gli acquisti delle famiglie hanno evidenziato variazioni contenute ma comunque positive, benché il balzo dell’import, aumentato del 30% in volume, abbia reso ancor più dura la competizione sul mercato nazionale, particolarmente sensibile al fattore prezzo. Alla MICAM spazio alle idee che cambieranno i punti vendita con alcune aziende che propongono tecnologie avanzate per il mondo del retail calzaturiero ma tenendo l’uomo al centro dell’esperienza. Secondo MICAM il retail del futuro è ibrido: l’uomo continuerà ad avere un ruolo chiave e sarà supportato sempre di più dalla tecnologia. Le tecnologie di profilazione del consumatore, la realtà aumentata, la live shopping experience con influencer virtuali sono abilitanti e sempre più insostituibili. Grande attenzione è riservata alla sostenibilità in ogni sua dimensione, alla continua ricerca dei materiali e delle forme, alle esperienze maturate sul campo, spesso al fianco di grandi griffe, con i cambiamenti nel panorama della moda delle calzature. Le scarpe più cool dell’inverno 2023 hanno tutte qualcosa in comune: la punta squadrata. La tendenza, anticipata dalle sfilate Autunno/Inverno 2022-23, si è confermata un must: stivali alti o bassi, tacchi ladylike o mocassini, il taglio squadrato in punta disegna nuove geometrie nella moda.

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