“Eventi” e rapaci sul mondo

L’8 maggio 2025 a Roma una infinita folla di persone accorre in Piazza San Pietro, guarda fisso il “sacro comignolo” in attesa della “fumata bianca” che annunzierebbe la elezione del nuovo Papa. Sul comignolo alcuni gabbiani si sono messi in bella mostra.

   I rapaci con i loro artigli erano ben ancorati quasi come se volessero sfruttare una posizione privilegiata per aggredire la tanto attesa fumata e il suo significato.

   Finalmente dal comignolo è uscita la tanto attesa “fumata bianca” e i minacciosi rapaci sono fuggiti.

Il fumo annunciatore, favorito dal famoso venticello romano, si è esteso su tutta la piazza, su tutti gli astanti, su tutto il popolo cristiano.

   La Chiesa ha ritrovato il suo “Pastore”.

   Sulla Loggia della Basilica di San Pietro si sono aperte le finestre e finalmente un cardinale, rivolgendosi alla immensa folla, dice: «Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam!».

   E’ delirio, battiti di mani, salti di gioia, il popolo di Dio ha finalmente la sua guida.

   Il nuovo Papa, che Dio ha voluto, si è affacciato sulla Loggia, ha salutato i fedeli, con gli occhi pieni di “umana commozione” e ha detto: «La Pace sia con voi».            

   Dopo aver impartito la benedizione il Papa è rientrato mentre la folla gridava: «Viva Leone XIV» e tutti felici sono tornati nelle loro case.

  Il 9 maggio 2025, a Mosca, la Russia celebra l’80esimo anniversario della vittoria sull’esercito nazista, riportata insieme a tutti gli eserciti alleati a tale scopo, durante la Seconda Guerra Mondiale, con una sontuosa parata militare.

   Al “sontuoso evento” hanno partecipato il presidente Putin, alcune altre personalità politiche straniere che, nulla avevano a che fare con la Grande Guerra, come il presidente cinese Xi Jinping e il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva.

   L’orgoglio storico è sottolineato dalla imponente sfilata di impettiti militari, una mostra di armi per ogni tipo di “attacco e distruzione” così come sta facendo con l’Ucraina.

    Tutta la parata è accompagnata dalle note dell’unica fanfara militare: quella russa la quale stava a significare che se pur cambieranno i portatori di medaglie (Generali) la musica sarà sempre la stessa.

   È stata posta anche una corona di fiori al “Milite Ignoto” insieme alle tante “ignote lacrime” di centinaia di migliaia di mamme che versavano per la morte dei loro figli mentre “orgogliosamente” la marziale parata continua.

   Speriamo che il XIV Leone della Chiesa riuscirà a “sconfiggere” anche i rapaci dell’Est, come fece il suo predecessore, Leone I, detto anche Leone Magno quando “sconfisse” Attila, detto “il flagello di Dio”, fermandolo mentre stava per conficcare, i suoi “artigli”, sulla città di Roma.    Un Papa Leone venerato sia dalla Chiesa cattolica che da quella ortodossa.

Paolo Laurita
Paolo Laurita
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