«Esenzione “048” significa tumore: le lunghe liste d’attesa non risparmiano nessuno» 

La crisi della sanità lucana riguarda tutti i territori e tutti i cittadini. Non fa sconti a nessuno e colpisce tutti coloro che hanno bisogno di servizi e prestazioni sanitarie. Le lunghissime liste d’attesa tante volte denunciate sono ritardi nelle cure e nelle diagnosi per qualsiasi genere di paziente. E ciò riguarda, purtroppo, anche i pazienti oncologici.

“L’aggravarsi della situazione, giorno dopo giorno, rischia di colpire anche pazienti impegnati nella lotta contro il cancro – spiega Michele Cataldi, portavoce dell’Unità di crisi sanitaria Basilicata. Non riuscire ad accedere in tempi ragionevolmente giusti a prestazioni indispensabili quali visite o esami può voler dire arrivare tardi ad una diagnosi e quindi aver perso tempo fondamentale in un quella che, per un malato di cancro, diventa una lotta contro il tempo. Inutile spiegare cose purtroppo evidenti: anche se non ci fossero i guai che contraddistinguono la sanità pubblica lucana, il percorso di diagnosi, cura e monitoraggio che subisce un paziente oncologico è estremamente severo”.

Secondo l’ultimo report estrapolato dal Registro dei Tumori della Basilicata, realizzato dall’Irccs Crob di Rionero in Vulture a fine 2021 e relativo all’anno 2018, nella nostra regione i casi di tumori erano 2.165, (di cui 1.601 escludendo “Pelle, non melanomi”, “Vescica – non maligni”, “Encefalo e altro SNC – non maligni”).

“Si tratta di centinaia e centinaia di casi che dimostrano come in Basilicata l’incidenza del cancro e di ciò che esso comporta (innanzitutto alla vita di chi ne è affetto, ma anche ai cari del malato) riguardi un elevatissimo numero di lucani” evidenzia Cataldi, per il quale “la pandemia del Covid poi, come tutti sappiamo, ha rallentato ancora di più la sanità andando a peggiorare ancora maggiormente una situazione già molto negativa, aggravando la distribuzione di casi di tumore. Se a ciò, poi, si aggiunge il contesto sanitario in cui si ritrova la nostra regione, il problema potrebbe diventare insormontabile. Purtroppo quindi, come troppo spesso accade, solo chi ha la forza economica, riesce ad accedere ai percorsi di cura necessari. Chi non ha questa forza, deve necessariamente affidarsi al servizio pubblico, ma il servizio pubblico riesce a garantire quanto necessario?”.

A parere del portavoce dell’Unità di crisi sanitaria Basilicata “il malato di cancro ha diritto all’esenzione dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami appropriati per la cura del tumore da cui è affetto e delle eventuali complicanze, per la riabilitazione e per la prevenzione di ulteriori aggravamenti. Il riconoscimento di un’invalidità civile del 100%, inoltre, dà diritto all’esenzione totale dal pagamento del ticket per qualsiasi patologia”. Questo è ciò che viene esposto nel D. M. Sanità 329/1999 e che riguarda il codice d’esenzione “048”, codice tristemente conosciuto dai pazienti oncologici e che, almeno teoricamente, dovrebbe consentire loro di avere delle piccole agevolazioni per i percorsi di diagnosi e cura. Tutto molto teorico purtroppo. Perché se da un punto di vista formale il paziente potrebbe avere questi benefici, da quello pratico, se il servizio pubblico non riesce a fornire prestazioni in tempi ragionevolmente brevi, qualsiasi beneficio di tipo economico non serve.

“È in questo scenario, per molti versi drammatico, che le strutture sanitarie private accreditate – spiega Cataldi – producono anche per i pazienti oncologici, il loro grande contributo. Distribuite sul territorio regionale in maniera capillare e abilitate ad accettare le impegnative del Sistema sanitario regionale (con o senza esenzioni di ogni tipo), diventano spessissimo, per i malati di cancro, una soluzione immediata e facilmente accessibile. Senza dimenticare l’importanza che queste strutture hanno in termini di diagnosi precoce di eventuali patologie oncologiche”.

“La crisi che colpisce tutta la sanità lucana e le strutture del privato accreditato danneggia tutti. Danneggia i pazienti che devono ricevere una visita oculistica di controllo e i pazienti che hanno bisogno di esami funzionali a diagnosticare il prima possibile eventuali tumori (e quindi iniziare subito il percorso di cura). La proposta di emendamento che l’Unità di crisi sanitaria Basilicata ha fatto a tutti i consiglieri regionali affinché sia approvata nella prossima legge di bilancio regionale – conclude Cataldi – è un’occasione rapida, risolutiva, a costo zero ed effetto immediato per permettere di lavorare a tante strutture che ogni giorno sono al fianco di tanti pazienti e delle loro famiglie”.

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