Enti di promozione sportiva in polemica con la Regione Basilicata in merito ai finanziamenti regionali

Sono sul piede di guerra gli enti di promozione sportiva. Sono imbufaliti, hanno i nervi a fior di pelle. Tutto questo a causa delle misure di sostegno a favore degli operatori dello sport, approvate dalla Giunta Regionale. Sul tema gli enti sopra menzionati “ritengono inaccettabili le misure a sostegno per gli operatori del settore e in particolar modo per quelle nei confronti delle associazioni e le società sportive associate all’EPS”. La Regione Basilicata ha riconosciuto un contributo a fondo perduto di 500 euro, la metà  rispetto a quello ricevuto dalle società affiliate alle Federazioni sportive che ammonta a 1000 euro. Tale riconoscimento viene ritenuto dunque non idoneo e in linea con gli sforzi profusi nel corso degli anni dall’EPS che chiede pari dignità  con le Federazioni Sportive Nazionali e punta a portare nelle sedi opportune azioni finalizzate a verificare la legittimità del provvedimento in questione. I responsabili degli Enti di Promozione Sportiva a tal proposito hanno chiesto all’Assessore allo Sport della Regione Basilicata, Francesco Cupparo la convocazione della Commissione Regionale per lo Sport prevista dalla Legge 26 del 2004 e mai applicata in Basilicata con il dichiarato intento di aprire un tavolo di confronto regionale, nella sede della Regione Basilicata teso alla realizzazione di avvisi pubblici legati al 2017 ma facenti parte del triennio 2017-2019. Le strutture interessate ai finanziamenti regionali sono l’Aics ( Associazione Italiana Cultura e Sport  ), l’ASI ( Associazioni Sportive e Sociali Italiane ), il CRN Libertas, il CSI ( Centro Sportivo Italiano ), il CSEN ( Centro Sportivo Educativo Nazionale ), l’ENDAS ( Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale ), l’Opes ( Organizzazione per l’Educazione allo Sport ), la PGS (Polisportiva Giovanile Salesiane ), l’UISP ( Unione Italiana Sport per Tutti ) e le ACLI Unione Sportiva (Associazioni Cattoliche ).