Don Gnocchi di Tricarico. Cifarelli (PD): «Gli inutili trionfalismi del governo regionale»

di Roberto Cifarelli*

Era stato annunciato con toni rassicuranti oltre che trionfalistici il rinnovo della convenzione tra Azienda Sanitaria di Matera e Fondazione Don Gnocchi Onlus per la gestione del polo specialistico riabilitativo don Gnocchi di Tricarico. Nel Consiglio regionale del  6 aprile avevamo espresso tutte le nostre preoccupazioni per il ritardo con il quale il Governo regionale stava affrontando la questione a distanza di 12 anni dal 24 aprile 2009, data di avvio delle attività presso il centro tricaricese. E, proprio per togliere le castagne dal fuoco al Governo regionale, registrando i ritardi che si stavano accumulando, ci eravamo preoccupati di depositare per tempo una specifica proposta di legge per garantire una proroga di tre anni dell’attuale gestione, dando così il tempo sia alla Regione che all’ASM di valutare con attenzione il combinato disposto dell’art. 16 della Legge regionale n. 28/2003 con l’art. 5 della Legge regionale n.44/1997 e quindi quale strada intraprendere per garantire il prosieguo delle attività riabilitative a Tricarico. Da mesi viene chiesto alla regione di occuparsi di questa vicenda che non riguarda solo la comunità di Tricarico ma tutta la Basilicata, per ultima anche attraverso una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. Bisogna dire che l’Assessore Leone, attraverso confusionali assicurazioni, è stato bravissimo a non far capire niente di quello che stava per accadere. La stessa Don Gnocchi a metà 2020 aveva presentato ad ASM e Regione la propria proposta di revisione e rilancio delle attività riabilitative di Tricarico. Mesi di trattative e incontri tra Regione, ASM, Don Gnocchi e Comune di Tricarico, a dire di Leone, nelle quali venivano prospettati nuovi e innovativi servizi riabilitativi ed un futuro radioso nel rapporto con la nota Fondazione. Invece, in “limine mortis”, allo scadere dell’ultimo minuto dell’ultimo giorno utile, la Giunta regionale si riduce ad una misera proroga di cinque mesi, tra altro sul presupposto doppiamente sbagliato, sia perché non approfondisce i contenuti delle leggi regionali e sia per la necessità di far concludere procedure amministrative di gara mai avviate. Tutto ciò pure con gli applausi di qualche Consigliere regionale che ha pensato di poter buttare fumo negli occhi ad una comunità che aspettava soluzioni concrete e durature. Da parte nostra non è questo che ci aspettavamo. Abbiamo cercato di collaborare comprendendo la complessità della situazione e continueremo a farlo consapevoli della importanza per l’intero territorio regionale dei servizi riabilitativi offerti, e per questo la nostra proposta di legge può ancora essere un punto da cui ripartire per costruire nel rispetto della legge un percorso più certo e duraturo del polo specialistico di Tricarico. Al roboante Assessore Leone, palesemente inadeguato a rivestire tale ruolo, voglio ricordare che 5 mesi sono un numero inferiore di quelli che ha avuto fino ad ora per affrontare con dignità una questione che riguarda la salute delle persone e che saranno certamente insufficienti a definirne l’esito. Restiamo stupefatti per la superficialità e l’approssimazione con cui vengono affrontate questioni così delicate, ma in effetti ci sarebbe poco di cui meravigliarsi se, come dimostrano i dati di Mes Sant’Anna e Agenas, sui volumi delle prestazioni la Basilicata proprio nell’anno della pandemia, il 2020, risulta essere fanalino di coda in Italia.

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