Dicette Pulicenella…

di asterisco

Nella danza tribale delle parole e delle opinioni ecco che spuntano gli stolti detrattori di Scotellaro e Levi, gli “imbratta carte” da tastiera che si pavoneggiano nell’elucubrare su un argomento di cui non comprendono neanche l’ombra di una virgola. Sì, parlo di quei tristi individui che, con una presunzione spropositata, osano giudicare due giganti della letteratura italiana come dei semplici imbroglioni della parola.

Coloro che scrivono contro Levi e Scotellaro sono dei bluffatori linguistici che non farebbero altro che fare esercizio pseudo grammaticale della lingua italiana. Ma chi sono costoro se non i cosiddetti “pseudo intellettuali” che si aggrappano a un paio di insulse opinioni per sentirsi superiori? Oh, certo, non hanno nulla da imparare da Scotellaro, il poeta del popolo, che con la sua poesia vibrante ha saputo dare voce ai contadini oppressi del Sud Italia. E cosa dire di Levi, il pittore della parola, il cronista dell’anima del Mezzogiorno, che con la sua prosa incisiva ha raccontato le storie nascoste sotto la polvere della storia? Ma no, per questi “illuminati” del nostro tempo non c’è spazio per l’ammirazione nei confronti di chi ha saputo trasformare le piccole cose della vita in opere d’arte senza tempo. No, preferiscono ridurre tutto a un esercizio di vanità letteraria, dimenticando che l’arte è fatta di emozioni, di passioni, di verità che vanno ben al di là delle regole grammaticali.

E così, mentre i detrattori blaterano sul “levismo e lo scotellarismo”, noi continueremo a goderci le parole di questi maestri della scrittura, sapendo che non è la grammatica a rendere grande un autore, ma la capacità di toccare le corde più profonde dell’animo umano con la semplicità della verità. E se questo li disturba, beh, tanto peggio per loro. Siamo troppo impegnati a gustare la bellezza della letteratura per perderci in futili polemiche da salotto letterario. Dicette Pulicenella: “A vecchiaja cauze rosse!“.

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