Cuba e i 5 vaccini anti Covid-19. A parlare è l’ambasciatore in Italia Josè Carlos Rodriguez Ruiz (audio)

“Patria es humanidad”, queste le tre parole che scandisce quando si discute di Covid-19 e di quale sia il senso del contributo che l’isola caraibica sta offrendo: un contributo che si sostanzia in decine di migliaia di medici inviati in tutto il mondo e in un’incessante attività di ricerca scientifica che ha portato a sviluppare cinque vaccini a tempo di record, tutti finanziati esclusivamente dallo Stato. “Che un paese povero, da 61 anni sotto embargo economico e commerciale da parte degli Stati Uniti, sia riuscito in questa impresa ha dell’incredibile, ma chi conosce Cuba e i valori della Rivoluzione sa che non c’è niente di strano. Da decenni, infatti, medici e infermieri cubani sono impiegati in tutto il mondo contro epidemie e catastrofi naturali. Da decenni, inoltre, Cuba detiene una fiorente industria biofarmaceutica pubblica che ha sviluppato vaccini e farmaci, molti dei quali sono stati poi somministrati nei paesi più poveri. La lotta al Covid è forse la sfida più grande, insieme a quella – vinta – contro l’Ebola”. “I vaccini sono: Soberana 01, Soberana 02, Abdala, Mambisa e Soberana Plus, nomi che si ispirano alla nostra storia e alla nostra cultura. I primi due e l’ultimo significano “sovrano”, Abdala è un’importante opera letteraria e Mambisa è il termine che indicava i combattenti cubani durante la guerra d’indipendenza dalla Spagna”. La ricerca sui vaccini cubani è stata finanziata al 100 per cento dallo Stato. Gli altri vaccini nel mondo sono privati o vedono una partecipazione tra pubblico e privato. “Siamo in grado di produrre 100 milioni di dosi nel 2021, 25 milioni delle quali entro aprile. Le prime dosi di vaccino sono già pronte e si stanno somministrando alla popolazione. Il nostro obiettivo è quello di vaccinare entro l’anno il 100% della popolazione cubana gratuitamente, ma potremmo riuscire a farlo molto prima. Naturalmente siamo attrezzati per proseguire la produzione anche nei prossimi anni e per modificare i vaccini in base alle varianti che, inevitabilmente, si stanno sviluppando in tutto il mondo”.

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