Covid-19, in Italia l’Rt scende a 1,01 ma salgono i casi

Nel periodo che va dal 5 al 17 agosto, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,01 (range 0,93- 1,12), in diminuzione rispetto alla settimana precedente. Mentre sale l’incidenza del Covid in Italia con 77 casi settimanali ogni 100mila abitanti: un dato che fa riferimento al periodo 20-26 agosto, contro i 74 casi della settimana precedente. È quanto si legge nella bozza del monitoraggio settimanale dell’Iss. Numeri da zona gialla per la Sicilia. L’Isola è classificata a rischio moderato ma con “un’alta progressione di escalation nei prossimi 30 giorni”. Dalle tabelle aggiornate al 24 agosto, la Regione risulta aver superato la soglia dei ricoveri nei reparti ordinari (19,4%) e nelle terapie intensive (12,1%). Non rispettando quindi i parametri fissati che prevedono che il tasso di occupazione dei letti in area medica non vada oltre il 15% e in terapia intensiva oltre il 10%, è automatico il passaggio in zona gialla. Sono 10 le Regioni e le Province autonome che risultano classificate a rischio moderato, mentre le altre 11 Regioni sono a rischio basso. Nessuna Regione o provincia autonoma, viene sottolineato, supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in aumento al 5,7% (rilevazione giornaliera ministero della Salute), con il numero di persone ricoverate in aumento da 423 (17/08/2021) a 504 (24/08/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta al 7,1%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in aumento da 3.472 (17/08/2021) a 4.036 (24/08/2021). È in aumento il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (15.443 vs 15.021 la settimana precedente). Così come la percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti aumenta leggermente (34% vs 32% la scorsa settimana). In lieve diminuzione, invece, la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (46% vs 47%). Infine, il 21% è stato diagnosticato attraverso attività di screening. La circolazione della variante delta, si legge ancora nel documento dell’Iss, è ormai largamente prevalente in Italia. Questa variante è dominante nell’Unione Europea ed è associata a un aumento nel numero di nuovi casi d’infezione anche in altri paesi con alta copertura vaccinale. Il report sottolinea poi che una più elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità. È opportuno realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l’attenzione e applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale.

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