Cosa c’entrano Cipro e la Bielorussia?

Il primo dei due paesi sta tenendo in ostaggio l’intera Unione Europea sulle sanzioni da applicare al secondo. C’è di mezzo anche la Turchia.

Da settimane l’Unione Europea è pronta ad applicare ulteriori sanzioni al governo autoritario della Bielorussia, accusato con prove credibili di brogli elettorali alle ultime presidenziali e violenze nei confronti dei propri oppositori politici. Tutti i 27 paesi sono d’accordo nel congelare i beni e vietare l’ingresso nel territorio dell’Unione a 40 persone vicine al governo bielorusso, tranne uno, fra i più piccoli: Cipro. Da diversi giorni i diplomatici ciprioti spiegano che non approveranno le sanzioni nei confronti della Bielorussia – che richiedono l’unanimità in sede di Consiglio dell’Unione Europea, l’organo in cui siedono i rappresentanti dei 27 governi – a meno che l’Unione approvi delle sanzioni anche contro la Turchia, che da qualche tempo sta portando avanti una politica molto aggressiva nel Mediterraneo orientale, e con cui Cipro è in cattivi rapporti da decenni. Diversi osservatori hanno definito «un ricatto» la decisione di Cipro, e sottolineano come sia molto raro che un paese utilizzi il suo potere di veto per forzare una decisione su un’altra questione, completamente slegata: in sede di Consiglio, soprattutto in politica estera, si lavora su equilibri molto delicati, e la proliferazione di veti incrociati renderebbe praticamente impossibile il lavoro diplomatico. Al momento, in effetti, è tutto bloccato. Un tentativo di trovare un compromesso portato avanti mercoledì è fallito. Lunedì è in programma una riunione del Consiglio Affari Esteri, che riunisce tutti i ministri degli Esteri dei 27 paesi, ma sembra che un accordo sia ancora lontano. Laurence Norman, corrispondente dalle istituzioni europee del Wall Street Journal, scrive che il dibattito è ancora «polarizzato» e che ci sono scarse possibilità di trovare una soluzione prima del Consiglio Europeo – l’organo che riunisce i capi di stato e di governo e detta l’agenda politica – fissato per il 24-25 settembre.