Confcommercio, incontro-dibattito su rigenerazione urbana e centri storici

La desertificazione commerciale è una delle emergenze dei centri storici di piccoli e grandi comuni. Al primo trimestre dell’anno in Basilicata hanno cessato l’attività un migliaio di imprese di cui un terzo del commercio e servizi. Secondo il Centro Studi Confcommercio i centri storici in dieci anni perdono il 13 per cento dei negozi in sede fissa, –14 per cento al Sud con divario di 4 punti percentuali rispetto al Centro-Nord. Rispetto alle periferie il divario è di circa il 3 per cento. La desertificazione commerciale è più marcata nei paesi al di sotto dei mille abitanti. Confcommercio Potenza – che da tempo ha lanciato l’allarme – ha deciso di intesa con la Camera di Commercio e coinvolgendo l’Amministrazione Comunale di Potenza di mettere intorno ad un tavolo – nella propria sede associativa – gli interlocutori principali (in attesa di interessare di nuovo la Regione) per rilanciarne attenzione ed impegno. E’ stata inoltre l’occasione per la presentazione da parte del sen. Gianni Rosa della proposta di legge nazionale a sostegno della rigenerazione urbana, un primo passo verso il contrasto alla desertificazione commerciale dei centri storici. Nell’incontro (moderato dal giornalista Arturo Giglio) il vice presidente Confcommercio Michele Tropiano (assente il presidente Angelo Lovallo al quale con un applauso caloroso sono stati espressi gli auguri di pronta guarigione) ha ripercorso le tappe delle iniziative messe in campo tra le quali il dibattito in Camera di Commercio il 17 settembre scorso in occasione dell’evento “Moda e Sapori sotto le stelle”. Per Fausto De Mare (componente Giunta Camerale e delegato Confcommercio per i rapporti politico-istituzionali)  “la sfida è molto complessa perché dalla salvaguardia dei centri in gioco c’è il modello di sostenibilità ambientale, la tutela dell’identità storica e culturale di una comunità”. Per queste ragioni De Mare ha rilanciato l’azione sinergica delle pmi e quindi delle associazioni di categoria e le istituzioni per investire sul futuro dei territori. Uno degli strumenti più efficaci è  il protocollo di intesa che Confcommercio e Camera di Commercio hanno proposto al Comune di Potenza e alla Regione. Il Protocollo ha l’obiettivo di definire compiti e funzioni delle parti,  analizzare i processi economici intervenuti in questi anni per contribuire a rigenerare l’economia locale, applicando con efficacia il principio di partenariato pubblico-privato e facendo assumere a questa iniziativa una funzione di sperimentazione per gli altri Comuni della Basilicata. Nel dibattito sono intervenuti Renato Zaccagnino (Cna), Angelo Tepedino (Confesercenti), Antonio Miele (Confartigianato) a ribadire la strategia comune da perseguire. A raccogliere l’SOS c’è una proposta di legge presentata dal sen. Gianni Rosa, insieme ad una ventina di senatori di Fdi. “Una delle cause dell’abbandono degli esercizi di vicinato nei centri storici – sottolinea il sen. Rosa – è l’impossibilità di aprire nuove attività in locali costruiti in generale prima dell’entrata in vigore delle norme sull’accessibilità (1975) poiché non è possibile apportare modifiche strutturali atte ad adeguarli, o di cedere attività « storiche », il cui esercizio è iniziato in periodo antecedente alla data di entrata in vigore delle norme derogate, site nei predetti locali. Il disegno di legge prevede, in un unico articolo, l’introduzione di due commi all’articolo 10 del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120: 1) il comma 2-ter con il quale si introducono deroghe, per il commercio di prossimità effettuato nei centri storici in immobili costruiti anteriormente all’anno 1975, alle norme in materia di altezza minime e al decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, solo ove non siano possibile effettuare modifiche strutturali e quando la destinazione d’uso sia compatibile con l’attività esercita. È da sottolineare che le deroghe previste al decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, possono operare solo quando non siano possibili modifiche strutturali. La desertificazione commerciale – afferma il senatore lucano di Fdi – comporta anche inevitabilmente la riduzione dei livelli di servizi offerti e un impoverimento sociale dei nostri piccoli centri e quindi va contrasta con ogni strumento. Questo è solo una “pillola” dei tanti altri passaggi indispensabili” – conclude con l’appello alle associazioni di categoria, a commercianti ed artigiani a sostenere la proposta di legge perché “possa avere in Parlamento una corsia privilegiata.  Un primo sostegno è venuto dal sindaco di Potenza Mario Guarente che ha citato il caso più eclatante degli ostacoli posti da norme legislative e normative: lo storico ristorante “La tettoia” al centro storico non riesce ad essere ceduto e quindi a riaprire proprio per i complicati ed onerosi adeguamenti funzionali a cui è obbligato. Guarente ha messo il dito nella piaga: “con la liberalizzazione delle licenze commerciali (Legge Bersani) i Comuni hanno le mani legate e non possono nemmeno intervenire per le aperture dei cosiddetti bar h24 quelli dotati di apparecchi distribuzione anche alcolici. Affrontare i temi del centro – sottolinea il sindaco – è da sempre un nostro impegno. E’ necessario il più ampio confronto con categorie e cittadini e  superare le lamentele e la demonizzazione di un centro che sarebbe in perenne agonia”.   

Per il presidente della Camera di Commercio Michele Somma che ha concluso i lavori  “non va sottovalutata la tempesta che si è abbattuta sul commercio e le pmi che si trascina dalla pandemia con impatti pesanti. Il rapporto recente di Banca Italia, nonostante segnali di ripresa, esprime le preoccupazioni che sono le nostre. La Camera come ha già fatto con l’’iniziativa insieme a Confcommercio nell’autunno scorso – dice Somma – continuerà a svolgere un raccordo con imprese e istituzioni. Quanto alla pdl del sen.Rosa tutto ciò che semplifica e va incontro alle esigenze di impresa è benvenuto”.

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