La conclusione del Panel di esperti.
La Cina e l’Organizzazione mondiale della Sanità “avrebbero potuto agire più rapidamente” nell’affrontare la diffusione del coronavirus, ha dichiarato oggi il Panel indipendente di preparazione e risposta alla pandemia (Ippr), sostenuto dall’Oms, deplorando il fatto che “l’epidemia in gran parte nascosta abbia contribuito alla diffusione globale” del virus. Il gruppo, che studia la risposta alla pandemia, è stato istituito lo scorso luglio dopo che alcuni paesi, tra cui l’Australia, hanno chiesto un’indagine accurata sull’origine del virus e sulla prima risposta all’epidemia. Il panel ha concluso che la Cina e l’Oms avrebbero potuto agire più rapidamente quando il Covid-19 è emerso per la prima volta nel dicembre 2019. Da allora, il numero totale di infezioni si è avvicinato a 100 milioni. Il numero di casi di Covid-19 confermati in tutto il mondo ha superato infatti i 95 milioni, mentre il bilancio globale delle vittime di Covid-19 è di oltre due milioni, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. Nella sua seconda relazione, il Panel ha affermato che una valutazione della “cronologia della fase iniziale dell’epidemia suggerisce che esisteva la possibilità di agire più rapidamente contro i primi segnali” della diffusione del virus. “Al gruppo di esperti indipendenti è chiaro il fatto che le misure di sanità pubblica avrebbero potuto essere attuate in modo più vigoroso dalle autorità locali e nazionali cinesi nel mese di gennaio”, si legge nel rapporto. Ma gli esperti hanno anche sottolineato la lentezza con cui l’Oms ha reagito e convocato il suo comitato d’emergenza all’inizio della pandemia, nonché il ritardo con cui l’Organizzazione ha dichiarato l’emergenza sanitaria internazionale. “Non è chiaro per quale motivo non si sia riunito fino alla terza settimana di gennaio, né per quale ragione non sia riuscita a concordare una dichiarazione di emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale, fin dall’inzio” della pandemia, hanno riferito gli esperti.

