Chemioterapici: liberi o incapsulati?

In tumori testa-collo riprodotti in parte in laboratorio sono state valutate nuove formulazioni di chemioterapici. Potrebbero permettere di ridurre le dosi somministrate di farmaci e gli effetti collaterali, pur aumentando l’efficacia della cura

Nessun trattamento è privo di effetti collaterali, e in alcuni casi i rischi delle cure possono superare o annullare i possibili benefici. Soprattutto quando i pazienti sono anziani o hanno patologie preesistenti. Per questo motivo, il gruppo di ricerca guidato da Valerio Voliani del Dipartimento di farmacia dell’Università di Genova e dell’Istituto italiano di tecnologia (IIT), ha deciso di cercare un’alternativa alla chemioterapia ad alte dosi di cisplatino, che spesso induce pesanti effetti collaterali nelle persone più fragili affette da tumori della testa e del collo. I risultati dello studio, svolto grazie al sostegno di AIRC, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Materials Chemistry B.

I ricercatori sono partiti dal presupposto, dimostrato scientificamente, che combinare più chemioterapici sia più efficace rispetto a usare un agente singolo. Al cisplatino hanno quindi aggiunto il rutenio (Ru), un metallo con proprietà antitumorali già sperimentate in piccoli gruppi di pazienti. Scelti i composti, i ricercatori si sono chiesti in quale forma – libera o incapsulata – potessero essere più efficaci nel raggiungere e distruggere le cellule tumorali. Hanno allora deciso di formulare tre composizioni differenti. Nella prima, il rutenio e il cisplatino erano liberi; nella seconda erano entrambi incapsulati in una nanoparticella; e nella terza solo il cisplatino era incapsulato mentre il rutenio era libero. Le nanoparticelle utilizzate erano formate da una capsula di silicio esterna che le proteggeva, ne impediva la perdita ed era progettata per degradarsi solo dopo aver rilasciato nelle cellule i farmaci. Inoltre contenevano, insieme ai farmaci, piccolissime particelle d’oro, che facilitano la diagnosi fotoacustica, la terapia fototermica e la radioterapia.

I ricercatori hanno condotto gli esperimenti con cellule in coltura di carcinoma squamoso della bocca in due e tre dimensioni e hanno quindi valutato l’effetto dei trattamenti anche sulla membrana corio-allantoidea delle uova di gallina. È questo un modello in vivo alternativo, ottimizzato dal gruppo di Voliani e sempre più utilizzato per indagare lo sviluppo delle neoplasie.

Dopo il trattamento, il gruppo di Voliani ha confrontato gli effetti delle diverse formulazioni, osservando importanti differenze. I due composti liberi si sono ostacolati a vicenda, limitando l’effetto antitumorale, mentre la composizione con cisplatino incapsulato e rutenio libero ha indotto un effetto sinergico, aumentando l’efficacia dei singoli trattamenti. Tale combinazione inoltre richiede dosi più basse di cisplatino, producendo minori effetti collaterali.

Seppur promettenti, questi risultati dovranno essere ancora studiati e validati in animali di laboratorio e in seguito nei pazienti. Per il momento pongono le basi per un nuovo approccio chemioterapico potenzialmente efficace per i pazienti più fragili e anziani. I risultati sono di particolare rilevanza nel contesto dei tumori di testa e collo, che insorgono spesso in età avanzata dopo anni di comportamenti poco salutari (es. l’abitudine al fumo e il consumo di alcol).

radionoff
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