«Che schifo» ha detto Zingaretti della Lega

Il segretario del PD ha commentato con durezza l’astensione dei parlamentari leghisti sulla risoluzione che chiedeva sanzioni contro Lukashenko e un’indagine sull’avvelenamento di Navalny.

Il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti ha commentato così l’astensione dei parlamentari della Lega al Parlamento europeo sulla risoluzione che chiedeva sanzioni alla Bielorussia e l’avvio di un’indagine internazionale sul caso dell’avvelenamento dell’oppositore russo Alexei Navalny:

Il Parlamento Europeo ha adottato a maggioranzauna risoluzione che chiede nuove elezioni presidenziali in Bielorussia e sollecita l’Unione Europea a sanzionare il presidente Alexander Lukashenko e gli autori dell’avvelenamento di Alexei Navalny, che si sospettano essere legati al governo russo di Vladimir Putin. La risoluzione ha ottenuto 574 voti a favore, 37 contrari e 82 astensioni, tra cui quelle dei parlamentari della Lega. Nella risoluzione inoltre non vengono riconosciuti i risultati ufficiali delle «cosidderre elezioni presidenziali» in Bielorussia del 9 agosto di quest’anno. Secondo il Parlamento Europeo queste elezioni si sono svolte in «violazione di tutti gli standard riconosciuti a livello internazionale». Quando il prossimo 5 novembre scadrà il mandato di Lukashenko, il Parlamento europeo non lo riconoscerà più come presidente della Bielorussia. La scelta della Lega di non schierarsi apertamente contro il presidente della Bielorussia, storica alleata della Russia, né contro i responsabili dell’avvelenamento del principale avversario di Vladimir Putin è stata considerata come una sorta di “favore” alla Russia. Il leader della Lega Matteo Salvini non ha mai fatto ministero della sua vicinanza politica a Putin e tra la Lega e il Cremlino ci sono stati rapporti documentati, come nel caso dell’incontro a Mosca dell’ottobre del 2018 fra Gianluca Savoini, collaboratore di Matteo Salvini e presidente dell’associazione Lombardia-Russia, e alcuni funzionari russi. Per quell’incontro Saoini è indagato per corruzione internazionale per una sospetta compravendita di petrolio che sarebbe stata negoziata, prima, dopo e durante quell’incontro, fra l’esponente della Lega e i funzionari russi, allo scopo di far arrivare illecitamente milioni di euro al partito dalla Russia.

Gli assistenti di Navalny dicono che è stato avvelenato con una bottiglia d’acqua in un albergo in Siberia

L’oppositore russo Alexey Navalny sarebbe stato avvelenato con una bottiglia d’acqua n(e non con un tè, come era stato sostenuto in precedenza) che avrebbe bevuto nella sua camera d’albergo in Siberia lo scorso 20 agosto. A dirlo sono i suoi collaboratori in un post pubblicato su Instagram. Gli assistenti hanno spiegato che proprio sulla bottiglia il laboratorio tedesco che ha condotto le analisi sull’avvelenamento di Navalny «ha trovato tracce di Novichok», l’agente nervino sviluppato dalla Russia tra gli anni Ottanta e Novanta e già usato in passato per avvelenare gli oppositori del presidente Vladimir Putin.