Cgil e Cisl: «È necessario porre fine allo scempio che si sta consumando sul “San Carlo”. Ineludibile e non più rinviabile un intervento del presidente Bardi»

«Continuano gli atti improntati a una gestione personalistica dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo. Nell’audizione tenutasi in IV Commissione sul riparto definitivo delle risorse tra le Aziende del Sistema Sanitario Regionale, Barresi (nel riquadro sotto) ha ancora una volta paventato tagli ai servizi esterni, alle nuove assunzioni e alle attività di tipo territoriale. Il Direttore, invece di spiegare come mai a fronte di tre milioni in più assegnati rispetto all’anno precedente riesce a chiudere con un possibile disavanzo di circa 6-7 milioni di euro, ha ben pensato, ancorando la motivazione a possibili effetti sui livelli occupazionali e retributivi oltre che sulle prestazioni erogate, di impugnare la delibera di riparto definitivo,  che ha comportato un riallineamento delle assegnazioni, conferendo altresì l’incarico all’esterno, precisamente ad un avvocato del Foro di Udine. Ha dell’incredibile la motivazione riportata nella delibera di incarico, nella quale si legge “è necessario ricorrere all’affidamento esterno per la tutela e difesa degli interessi aziendali nelle sedi opportune, al fine di non incorrere in eventuali conflitti d’interesse, sia di garantire la giusta imparzialità”. Quali conflitti di interesse dovrebbe avere un avvocato dipendente dell’Azienda Ospedaliera il cui compito è quello di tutelare gli interessi dell’Ente per il quale lavora? La giusta imparzialità deve essere garantita da un avvocato esterno e non dal giudice che dovrà dirimere la questione?». È quanto scritto in una nota dai segretari generali della Funzione pubblica della Cgil e della Cisl, rispettivamente Giuliana Scarano e Pasquale Locantore. «È da tempo che denunciamo un modus operandi assolutamente inopportuno e contraddittorio. Gli sprechi di risorse e le scelte sbagliate stanno emergendo con tutti i gravi problemi economici e le conseguenze sui livelli essenziali di assistenza che ne conseguono. L’esternalizzazione del servizio prevenzione e protezione a fine 2019 da noi denunciata alla Corte dei Conti  ha portato, ad esempio, i costi di gestione del cruciale Servizio a essere quasi quadruplicati rispetto ai costi con unità operativa internalizzata. Quindi, non desta meraviglia che un inanellamento di scelte miopi che si sono susseguite abbia portato un bilancio in attivo al momento dell’insediamento dell’attuale direttore generale a segnare importanti passività tali da determinare un inopinabile disavanzo. E se i conti in rosso vengono utilizzati  per non far scattare gli incrementi contrattuali della dirigenza medica, per bloccare la retribuzione aggiuntiva e annunciare irrealistici effetti sui livelli retributivi del personale del comparto, altrettanto non avviene per stoppare la inopportuna, seppur legittima, richiesta di incremento della retribuzione, di ben 35.000 € annui, al direttore sanitario. Insomma decisioni che rasentano la schizofrenia amministrativa.  Non da ultimo l’incomprensibile scelta di ritirare l’avviso per direttore di struttura complessa delle risorse umane con perfetto tempismo rispetto al contestuale rientro in servizio all’Aor del dimissionario direttore amministrativo del Crob, candidatasi per il posto messo a bando ed assegnata ad Unità operativa diversa da quella di sua originaria provenienza, ovvero proprio l’Uoc Risorse umane! Di fronte ad una perdurante gestione umorale che sta portando a un irreversibile declino dell’Azienda ospedaliera regionale – conclude la nota – chiediamo che il presidente Bardi (nella foto sopra) intervenga con immediatezza. Occorre mettere fine allo scempio che si sta consumando nei confronti della sanità lucana, dei lavoratori e di tutti i cittadini».

L’ospedale “San Carlo” e nel riquadro il direttore generale Barresi