Cestari: le Comunità energetiche rinnovabili sono uno strumento strategico specie al Sud

Le Comunità energetiche rinnovabili sono uno strumento strategico, specie al Sud per la transizione energetica, per il risparmio sulle bollette di  energia, per accrescere l’occupazione. E’ la conclusione dell’incontro pubblico organizzato a Padula dal GAL Vallo di Diano dal titolo “Le Comunità Energetiche. Prospettive e opportunità per il Vallo di Diano”.

Un evento mirato allo sviluppo locale, anche attraverso le energie rinnovabili, per il quale il GAL si impegna da sempre con la tutela ambientale, la salvaguardia del territorio e l’incentivazione dei prodotti locali, soprattutto per sensibilizzare le nuove generazioni sui princìpi sani dell’agricoltura, dell’educazione alimentare e del patrimonio che l’area offre.

L’ing. Alfredo Carmine Cestari nel suo intervento ha portato il contributo dell’esperienza del Gruppo ed ha ribadito il supporto ai Comuni da parte del Gruppo Cestari a partire dagli studi di pre-fattibilità per la realizzazione delle CER, oltre che tutto il supporto necessario per la realizzazione di tale iniziativa che il Gruppo porta avanti già da più di un anno.

Solo il fotovoltaico – ha detto – vale 300 mila posti di lavoro a fronte delle 25 mila unità occupate attualmente. Purtroppo la burocrazia e la carenza di personale, soprattutto installatori e personale qualificato, frenano crescita e raggiungimento degli obiettivi al 2030.  In questo contesto si inseriscono i nuovi modelli promossi a livello di direttive comunitarie per la gestione efficiente del vettore energetico, quelli che prevedono una maggiore partecipazione dei cittadini ai mercati dell’energia  e i modelli che promuovono l’uso delle fonti rinnovabili, che vedono nell’autoconsumo e nelle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) un elemento di facilitazione del processo di transizione energetica. Una categoria, quella dell’utente finale, in cui confluiscono Pubbliche Amministrazioni, Piccole e Medie Imprese, organizzazioni del terzo settore, cittadini. Categoria, nel concreto, chiamata ad assumere un atteggiamento consapevole ed efficiente nell’uso dell’energia e che allo stesso tempo può partecipare alla generazione elettrica (individuale e collettiva) da FER, ma anche realizzare interventi di efficienza energetica e partecipare a tutti i mercati dell’energia.  La nascita delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) – ha continuato l’ing. Cestari – apre in concreto alla possibilità di generare benefici di tipo sociale, ambientale, energetici ed economici, attraverso la valorizzazione dell’autoconsumo diffuso a livello territoriale. Un avvio sperimentale che ha consentito di individuare – a fronte di potenzialità ampiamente riconosciute, soprattutto in termini di penetrazione delle FER, di ausilio nel processo di elettrificazione dei consumi e di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra in atmosfera – ruoli e competenze, in un contesto caratterizzato da una importante complessità sia a livello tecnologico sia a livello sociale, e di individuare potenziali limiti e criticità.

L’incontro si è aperto con gli interventi di Angela D’Alto, presidente del GAL e sindaco di Monte San Giacomo, Italo Bianculli, coordinatore del GAL Vallo di Diano, Caterina Di Bianco, vicesindaco di Padula e Gaetano Spano, assessore alla Comunità Montana Vallo di Diano.

Hanno partecipato ai lavori il professor Maurizio Sasso, docente presso l’Università di Benevento, il quale ha discusso del ruolo delle Comunità Energetiche nella transizione energetica; l’ingegnere Davide Mormile della Siemens Spa, che ha discusso di impiantistica CER con fotovoltaico pubblico-privato; l’ingegnere Fulvio Scia, Presidente Gruppo Sinergia, ha parlato delle CER come promotore di sviluppo sostenibile per le aree interne; Angelo Ribecco, Renantis Spa, ha illustrato gli strumenti per la gestione delle CER e infine l’ingegnere Fabio Zanellini, presidente della Commissione tecnica e affari regolatori di ANIE, ha reso noti gli aspetti normativi di autoconsumo e condivisione dell’energia.

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