Caron non ti crucciare…ovvero fatti i c… tuoi!

Il celebre verso dantesco sembra si addica con forza al bombardamento mediatico e giornalistico a cui in questi giorni di una estate torrida siamo sottoposti grazie allo scrupoloso zelo dei tanti cultori della meteorologia e improvvisati meteorologi che sfornano dati preoccupanti, “giocando” col copia-incolla elaborando una non indifferente quantità di dati presenti sulle tante pagine web. Una vera e propria arma di distrazione di massa pilotata da chissà quali poteri occulti, vien voglia di opinare!

Sulle pagine nazionali e locali si snocciolano dati orari sulle condizioni meteo, tabelle dettagliate su valori di temperatura, di pressione, igrometrici, velocità dei venti, ammassi nuvolosi (le famose nefodine) e quant’altro provenga dai satelliti, dalle sonde e per farla breve dal tanto osannato newcasting, di enorme validità scientifica se usato in maniera corretta. Nonostante tutta questa disponibilità di dati leggiamo di alluvioni, grandinate, trombe d’aria su aree limitate con enormi devastazioni e tutti a pontificare sul cambiamento climatico, inevitabile in natura che l’uomo artefice del suo presunto benessere o meglio egoismo esistenziale cerca di demonizzare a scapito di una socialità più razionale e solidale. Ci dimentichiamo però delle conseguenze che la guerra sul fronte ucraino e orientale è in grado di creare anche per ciò che riguarda la meteorologia, ma come mai nessuno ne parla? La natura fino a quando permetterà all’uomo di sopravvivere in maniera così scellerata? Balza quindi con evidenza il significato dei versi del Sommo Poeta: vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare…o il buon senso c’inganna?

radionoff
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