«Ci voleva un pandemia e il mondo in ginocchio per riscoprire sentimenti e virtù relegate nella sfera dell’abitudine e della quotidianità. Questa tragica vicenda aveva riportato in auge il bene, i rapporti sociali, la lettura, l’aspetto terapeutico di un abbraccio: tutte pratiche normali ma che ora, in maniera paradossale, si riscoprivano stando in isolamento. È come dire: solo quando ci manca qualcosa ci accorgiamo della sua importanza… A questo punto, Carlino incominciò ad avere le pulci nel petti e il cuore in fibrillazione e, guardando ciò che lo circondava, fece un sospiro e si sedette davanti casa, riempiendosi gli occhi della gioia di un panorama troppo trascurato dalla sua vista… Cosa vuoi cge gliene poteva fregare a lei delle nottate a discutere dello scioglimento del Pci! Ho pensato che le sarebbe piaciuto più un racconto di una scopata sul motocarro o al termine della corsa davanti ai tori di Pamplona. Non credi? Sofia tu non cambi mai. Ma come si fa a non amarti!»
In un giorno qualsiasi del gennaio 2020, il mondo si accorge delle sue fragilità, a causa di un Virus che semina morte al punto che viene dichiarato lo stato di “Pandemia”. In tale situazione tutti si trovano ad essere segregati in casa obbligati a non uscire se non per cose urgenti prendendo opportune misure di salvaguardia anti contagio. Questo isolamento, che gli anglofoni etichettano subito come “lockdown”, si somma alla decisione di Carlino, il protagonista del racconto, che nel bel mezzo della sua carriera di ingegnere elettronico, decise di allontanarsi dal mondo che si stava evolvendo. Il contrappasso lo riporterà alla rivalutazione dei contatti che gli vengono a mancare e alla sua storia che aveva voluto sotterrare nel terreno del dimenticatoio. Ventinove giorni, come un diario, in cui Carlino si trova a dover riparlare con vecchi amici e con Sofia, sua fidanzata ai tempi dell’università. Dai loro discorsi e dai ricordi delle lotte studentesche viene fuori un mondo che ha caratterizzato l’Italia dal Sessantotto a oggi, con la particolare situazione di un Sud che non riesce a scrollarsi di dosso la condizione di disparità con l’altra parte della Nazione. Una storia leggera, semplice. Da leggere così, tanto per rivedere un po’ i trascorsi di una generazione che oggi si trova a essere classe dirigente.
Gianfranco Massaro, detto Agostino, per brevità Agos (nella foto). Impiegato pubblico. Trascorso di fotografo amatoriale negli anni Novanta. Collabora con alcune testate giornalistiche locali. “Carlino” è il suo primo racconto fuori dai canali on-line.


