Braia: soluzioni per Sanità privata, Fanelli inesistente. Bardi rimedi immediatamente

“Se necessario si convochi una seduta consiliare straordinaria. Si rispettino gli indirizzi del Consiglio Regionale indicati in legge di stabilità. Si provveda a saldare il dovuto relativamente alle prestazioni 2022 e 2023 della Sanità privata accreditata e convenzionata. Si paghino decine di migliaia di prestazioni erogate dai 54 centri con i circa 600 tra addetti e professionisti coinvolti che hanno tenuto in piedi la sanità regionale. Si rendano pubblici i fabbisogni annunciati da mesi e che per legge dovevano essere pubblicati entro il 30 giugno scorso. Si garantiscano pienamente gli indirizzi e gli obiettivi del provvedimento regionale evitando danni alle strutture che hanno fornito servizi essenziali”. Lo dichiara il consigliere regionale Luca Braia, capogruppo Italia Viva-Renew Europe.

“In meno di 72 ore il DG Bortolan, accompagnato dal Capo di Gabinetto Busciolano – prosegue il Consigliere Braia – riesce a convocare due incontri consecutivi con tutte le associazioni rappresentative del comparto sanità privata specialistica ambulatoriale, senza concludere assolutamente nulla nella totale assenza della politica. Per quanto si apprende dai comunicati di ANISAP e ASPAT delle ultime ore, in entrambi gli incontri nessuna proposta alternativa è emersa per superare i potenziali annunciati rilievi del governo nazionale. Bardi potrebbe essere indotto a ritirare l’articolo 10 della Legge Regionale n. 11/2023 introdotto con un emendamento proprio a sua prima firma e dell’intera maggioranza, che ha i suoi rappresentanti ai vertici regionali come  l’Assessore Fanelli della Lega. È una pantomima imbarazzante quella che segue i toni trionfalistici del 17 maggio scorso  quando Bardi e Fanelli annunciavano di aver portato a “soluzione”, dopo 14 mesi di scioperi e proteste della cosiddetta “Unità di Crisi”, una vertenza che, non fosse stato per le opposizioni che hanno dato voce al comparto, neanche sarebbe stata attenzionata dal governo regionale. Pagano sempre i cittadini e le cittadine lucane, già penalizzati da una sanità pubblica imbarazzante. Le strutture private convenzionate della sanità lucana rischiano in proprio, fanno economia, generando buona occupazione, erogano servizi di specialistica ambulatoriale di qualità: con il loro lavoro pongono parzialmente rimedio a quanto non fa la parte pubblica, in cerca di efficienza e identità ormai irrimediabilmente persa per scarsa visione e pochissima professionalità di chi ci amministra. Bardi convochi personalmente le associazioni, l’unità di crisi e i sindacati e proponga finalmente una soluzione concordata con il governo nazionale e il Ministero della Salute che riconosca i 4 milioni di euro del 2022 ed i 5 milioni di euro del 2023, resi disponibili perchè non utilizzati da ospedali privati da noi inesistenti. Risospese presenti nel bilancio regionale 2023/2025 approvato il 17 maggio scorso. Se fosse necessario, Bardi e Cicala non esitino a convocare un consiglio regionale straordinario per modificare la legge regionale: la salute della gente lucana e la vita delle imprese non possono attendere altri mesi dopo i 14 già trascorsi e nemmeno che si rientri dalle ferie estive. Sarebbe troppo tardi”.

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