Bilancio regionale: il Presidente Bardi sotto ricatto della sua maggioranza

“Il prossimo 30 aprile scade il termine deciso dal Consiglio regionale, in deroga alla normativa nazionale, per l’approvazione del bilancio di previsione 2023 della Regione Basilicata. A oggi lo schema di bilancio non è stato ancora neanche licenziato dalla Giunta, ciò significa che per il secondo anno consecutivo il ritardo nell’approvazione del bilancio potrebbe determinare il passaggio dall’attuale esercizio provvisorio alla gestione provvisoria. In altri termini, mentre in questo momento l’attività della Regione è possibile attraverso il ricorso ai “dodicesimi” del bilancio dello scorso anno, con evidenti limitazioni nell’attività finanziaria regionale, dal primo aprile il passaggio alla gestione provvisoria vincolerà la possibilità per la Regione al pagamento delle sole spese obbligatorie (stipendi, bollette e poco altro). Mai era successo prima che cittadini e imprese dovessero soffrire per le incapacità del Governo regionale di rispettare le scadenze che esso stesso si attribuisce. Mai nella storia cinquantennale della Regione era successo che la mancata approvazione del bilancio sfociasse nella gestione provvisoria dell’Ente. Anche questa avventura sono costretti a vivere i lucani ad opera di un centrodestra insensibile ed opportunista!”. E’ quanto dichiara il capogruppo PD in Consiglio regionale, Roberto Cifarelli. “Purtroppo, afferma il dirigente del Partito Democratico, sono argomenti che si riverberano nella vita reale dei cittadini e delle imprese che non potranno ricevere i pagamenti nei termini utili, ma dovranno aspettare i comodi di Bardi e della sua (non)maggioranza. Che il Presidente sia sotto ricatto e che non voglia (C)“casino” nella giunta regionale è evidente a tutti; e che stia volutamente prendendo tempo per scavallare l’approvazione del bilancio regionale, liberarsi dell’ingombro del Consiglio nell’ultimo anno di legislatura ed imporre a tutti un “suo” assessore all’agricoltura è il segreto di Pulcinella che segna la cifra dello stallo e dello stato della crisi regionale, sottolinea Roberto Cifarelli. Intanto da cinque mesi il dipartimento agricoltura della Regione è senza guida politica. Uno dei più importanti asset della economia regionale viene lasciato colpevolmente allo sbando. Inutili sono i richiami di alcune associazioni di categoria, quelle più sensibili agli interessi degli imprenditori agricoli e meno coinvolte politicamente in questo governo regionale. Può una intera regione vivere questa distanza tra le esigenze del territorio ed un Governo regionale in tutt’altre faccende affaccendato che non comprende l’importanza vitale di garantire attraverso l’approvazione del bilancio servizi e pagamenti a cittadini ed imprese? E può l’agricoltura lucana sopportare la mancanza di guida politica del settore solo perché il “manovratore” non vuol essere disturbato nella personalissima rincorsa ad una ricandidatura a Presidente della Regione?”.

radionoff
radionoff
Articoli: 9769