Basilicata. Continuità assistenziale a rischio

di Florenzo Doino

Potenza. Le chiacchiere stanno a zero, i fatti parlano chiaro. Le rassicurazioni di plastica, i comunicati stampa infiocchettati e i sorrisi di circostanza di Sindaci, Assessore regionale e Governatore sono franati sotto il peso della realtà nel giro di pochissimi giorni.
​Dicevano che andava tutto bene. Dicevano che la sanità interna era al sicuro. Balle.
​I cittadini di Muro Lucano e dei comuni limitrofi oggi toccano con mano il disastro di una gestione politica fallimentare:
​Oculista: scomparso da Muro Lucano e trasferito a San Fele.
​Ortopedico, Cardiologo: ridotti a fare i “nomadi”, costretti ad alternarsi una settimana sì e una no tra Vietri e Muro Lucano.
​Diabetologo: rimasto (per ora, e sottolineiamo per ora) solo il giovedì.
​Questa non è riorganizzazione, questo è lo smantellamento scientifico del diritto alla salute nelle nostre aree interne!
Tutto questo in linea con le politiche economiche e sociali dei governi intercambiabili degli ultimi trent’anni e oltre.

Basta con i campanilismi anacronistici: la guerra tra poveri fa il gioco della cattiva politica.
​Mentre la politica taglia e privatizza i territori rischiano di cadere nella trappola più vecchia del mondo: la guerra di campanile. Litigare tra Muro Lucano, San Fele o Vietri per contendersi le “briciole” di un medico è esattamente ciò che chi governa vuole. Se ci dividiamo loro vincono e i servizi spariscono.

​Lo spostamento di un servizio da un comune all’altro non è un successo per chi lo riceve, ma una sconfitta per tutti. Oggi tocca a noi, domani toccherà ai vicini. Per questo è il momento di una battaglia generale per la sanità pubblica.

​Non possiamo più difendere il nostro orticello con lo sguardo rivolto al passato. Serve una mobilitazione generale e unitaria di tutto il comprensorio. Dobbiamo pretendere:
stop immediato ai tagli e al depotenziamento dei poliambulatori territoriali.
​Il potenziamento e l’allargamento della sanità pubblica, con assunzioni stabili di personale medico e infermieristico.
​Il rispetto della dignità delle aree interne, che non possono essere considerate cittadinanze di serie B.

​I sindaci smettano di fare da scudo protettivo ai vertici della Regione e inizino a fare i veri rappresentanti del popolo, semmai volessero. La salute non è un lusso, non è una merce e non è una promessa elettorale da rimangiarsi il giorno dopo.
​Giù le mani dal Poliambulatorio che appartiene a tutto il popolo lucano, la Guardia Medica e il punto vaccinale di Bella non si toccano! Organizziamo manifestazioni comune per comune per farne una più grande in modo da portare la nostra rabbia e la nostra indignazione dinnanzi al palazzo del potere a Potenza. Per una sanità pubblica, gratuita e popolare. Contro la sanità del portafoglio. Uniti si vince, divisi si scompare!