Basilicata. 1° maggio, i sindacati chiedono attenzione alla politica

Summa (Cgil): “Il tempo della mobilitazione non è più rinviabile. Chiediamo a gran voce un cambio di passo. Sono a rischio migliaia di posti di lavoro in Basilicata e il movimento sindacale non starà a guardare questo spettacolo indegno del governo regionale ripiegato su stesso e sulla mera gestione del potere”

“Il tempo della mobilitazione non è più rinviabile. Chiediamo a gran voce un cambio di passo al governo regionale. Sono a rischio migliaia di posti di lavoro in Basilicata, occorre dare una risposta subito. Il movimento sindacale non starà a guardare questo spettacolo indegno del governo regionale ripiegato su stesso e sulla mera gestione del potere. Il punto è uno soltanto: o si è in grado di governare o diversamente si prenda atto della propria incapacità e si liberi la Basilicata da questa condizione di immobilismo”. È il messaggio lanciato dal palco del primo maggio, a Scanzano Jonico, dal segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa. “In Basilicata – ha detto Summa – migliaia di famiglie sono già in povertà e molte altre rischiano di diventarlo per effetto dell’instabilità economica causata dagli effetti della guerra e dal caro energia e tale situazione non è più accettabile se si considera che la Basilicata, a oggi, ha a disposizione consistenti risorse finanziarie derivanti dalle royalties del petrolio il cui prezzo del barile è più che raddoppiato”.

Ciò nonostante “dopo mesi di annunci, di richiami al confronto e alla responsabilità da parte dell’attuale governo regionale – ha denunciato il leader della Cgil lucana – continuiamo ad assistere a una pericolosa deriva antidemocratica dell’amministrazione regionale, a nessun confronto sulle azioni di rilancio della nostra regione. A tre anni dall’insediamento del governo Bardi non è stata ancora attuata alcuna riforma concreta a sostegno dei cittadini e del territorio. E il tutto in un momento storico di grandi opportunità finanziarie per la nostra regione: dal Pnrr al nuovo ciclo di programmazione 21-27, dalle royalties del petrolio alle tanto annunciate ingenti risorse maturate al 31 dicembre 2021 per le compensazioni ambientali, che dovrebbero offrire da subito un’occasione di sostegno alle famiglie e alle fasce più deboli e di ripresa del nostro sistema socio economico”. In proposito Summa ha evidenziato che “nonostante i nuovi accordi Total ed Eni tanto decantati dall’attuale governo regionale, la Basilicata non ha ancora beneficiato né di investimenti per favorire la transizione ecologica, né di interventi nel campo della ricerca per l’energia alternativa, nè tantomeno di interventi a favore dell’occupazione, a tutela dei redditi più bassi o per migliorare i servizi del welfare”. 

Per il segretario della Cgil lucana è assolutamente necessario “ripristinare il confronto e la rappresentanza, riattivare il dialogo tra Regione, parti sociali, enti locali e territori. Le opportunità sono tante e le occasioni da cogliere non possono essere sprecate. Non ce ne saranno altre. La sfida per il rilancio della nostra regione sarà quella di riuscire a coniugare investimenti e riforme in progetti programmati con un metodo e con scelte strategiche di assoluta coerenza e di chiaro intento produttivo e sociale”.

Da qui la richiesta al governo regionale di “accogliere le proposte che arrivano dalle rappresentanze territoriali per indirizzare le risorse provenienti dalle compensazioni ambientali, dalle royalties e dal nuovo ciclo di programmazione per abbattere le spese dei consumi delle famiglie in povertà energetica, sostenere le famiglie con i redditi più bassi, creare occupazione e abbattere la precarietà, che è il problema dei problemi in una regione con elevato spopolamento. Migliorare i servizi del welfare, rilanciare settori produttivi in crisi, garantire investimenti sul territorio regionale finalizzati ad accompagnare il processo di decarbonizzazione e di transizione ecologica promuovendo le comunità energetiche e favorendo filiere di energie alternative. E poi investire nella sicurezza sul lavoro, perché non è accettabile assistere a questo stillicidio giornaliero”. In sintesi, “basta risorse distribuite a pioggia – ha esplicitato Summa -. Occorre concentrare energie e investimenti in pochi ma efficaci interventi strategici in grado effettivamente di determinare ricadute positive sul territorio regionale in termini di aumento del Pil e della sostenibilità ambientale oltre che in termini di riduzione della disoccupazione, dello spopolamento e di miglioramento della qualità della vita ma soprattutto, azioni in grado di evitare che tanti nostri giovani continuino a lasciare la nostra regione in mancanza di prospettive concrete”.

Sulla scelta di Scanzano Jonico come piazza del primo maggio quale simbolo di una legalità necessaria e da tutelare in Basilicata, Summa ha ricordato “l’importante progetto della Città della pace di Scanzano Jonico, punto di riferimento di chi entra nelle maglie delle agromafie e dello sfruttamento. Non comprendiamo la ragione per quale la giunta regionale da mesi tenga bloccata la delibera – ha detto-. Va completato con urgenza l’iter amministrativo, anche in vista dell’arrivo dei braccianti stranieri nelle campagne del Metapontino, vittime del caporalato, dove da sempre in Basilicata si annidano le maglie delle organizzazioni criminali”.

Infine, l’appello alla pace: “Ribadiamo la necessità urgente di un intervento deciso da parte delle istituzioni europee e mondiali affinché si lavori per tornare ai tavoli diplomatici e promuovere altre vie di risoluzione dei conflitti”.

Totorelli (Uil): “Senza risposte chiameremo i lucani allo sciopero generale”

“È questo un primo maggio di grande impegno, per la difesa della pace, per una nuova centralità del lavoro, per un nuovo sviluppo della nostra regione, per la legalità”. È il messaggio del segretario generale della Uil Vincenzo Tortorelli. “Chiediamo un metodo di confronto nuovo, che riconosca al sindacato il ruolo di costruttori attivi del nuovo sviluppo. Sia chiaro alla Giunta tutto ciò, il sindacato ha le idee chiare, diversamente chiameremo i lucani allo sciopero generale!”.

Cavallo (Cisl): “Patto sociale subito, politica non ha più alibi”

Il segretario generale della Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, aprendo il comizio del Primo Maggio a Scanzano ha usato parole forti contro la politica regionale: “I prossimi saranno mesi decisivi per disegnare il futuro strategico della nostra regione e serve una politica autorevole in grado di essere interlocutore affidabile nei confronti del governo nazionale e di confrontarsi con le forze economiche e sociali con una visione aperta e plurale della democrazia. L’invito che mi sento di rivolgere a tutti i partiti, e in modo particolare ai partiti che hanno ricevuto dal popolo sovrano il compito di governare questa regione, è di lavorare per il bene comune dei lucani. La nostra proposta di patto sociale è l’unica strada percorribile per riportare la buona politica nel cuore della società lucana. Ora non ci sono più alibi. Non daremo più alibi a chi non si dimostrerà all’altezza delle sfide che ci attendono e a chi non rispetta la sacralità dei luoghi della democrazia. Se non siete capaci – ha tuonato il leader della Cisl dal palco di Scanzano – fatevi da parte per il bene della Basilicata e dei lucani”.

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