Autonomia differenziata. Ferrone: battere il disegno della destra

“Bisogna battere il disegno della destra di dividere il Paese e penalizzare ancora il Sud. L’Autonomia Differenziata, così come la concepisce il Governo di centrodestra. non solo nuoce alla salute dei lucani (e meridionali) che avranno maggiori difficoltà e spese di tasca propria per curarsi, ma nuoce ai piccoli comuni e alle aree interne destinate al sottosviluppo e ancor più ai nostri giovani condannati ad emigrare nelle regioni forti”. Lo ha sostenuto il consigliere provinciale Carmine Ferrone (Art. 1 – Pd) intervenendo in Consiglio Provinciale nel dibattito sulla mozione presentata dal consigliere Rizzo (Pd) e sottoscritta dalla maggioranza. “Bene quindi la mozione che – ha detto – approvo e sostengo e che ho sottoscritto (da far girare a tutti i Comuni per dar maggiore peso anche attraverso documenti dei consigli e giunte comunali) e bene l’aver organizzato da alcuni partiti politici e associazioni di categoria e tutte le associazioni che hanno aderito la manifestazione per il 17 aprile esprimere la più ferma opposizione non potendo certo contare sulla Giunta Regionale. Il rischio che assolutamente non possiamo correre è che insieme alla secessione delle Regioni ricche da quelle povere non si produrrebbe solo la spaccatura del Paese quanto una specie di Paese-Arlecchino a più colori e a più velocità di crescita e sviluppo.
Un Paese – ha affermato Ferrone – dove un nostro professore guadagnerebbe alcune centinaia di euro al mese in meno di un suo collega veneto o lombardo.
Nell’ultimo periodo si parla tanto di unità. Si parla di Stati Uniti d’Europa per contrastare la globalizzazione e questo governo che fa va a parcellizzare, a frantumare la nostra Italia. Si pensi solo alle conseguenze sulla vita di un nostro corregionale che risiede in uno degli oltre 90 comuni sotto i 5mila abitanti e che sarà privato di servizi essenziali sociali, culturali, perché la Regione da sola non ce la può fare, tanto più che le risorse derivanti dal petrolio sono già tutte impegnate per l’ordinaria amministrazione. E’ dunque un insulto politico alle regioni del Sud e uno sfregio insopportabile alle condizioni di vita delle popolazioni meridionali.
Tutto questo non ce lo possiamo permettere. Con forza e coraggio – ha concluso – ci batteremo in tutte le sedi e in tutti i luoghi per contrastare l’ennesima sciagura della destra e dei poteri forti”.

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