Arresti nel Vulture-Melfese per mafia. Spunta anche il nome di Donato Macchia

Nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita nel Vulture-Melfese nei confronti di 16 persone per i reati di associazione mafiosa e concorso esterno in associazione mafiosa spunta anche il nome dell’imprenditore dell’eolico e presidente del Potenza calcio Donato Macchia (nella foto). Macchia sarebbe indagato per turbativa d’asta, insieme, tra gli altri, al patron del Melfi Calcio, Lorenzo Navazio, sugli affari del clan Di Muro-Delli Gatti.

Dalle intercettazioni emerge un presunto patto collusivo tra Macchia e Lorenzo Delli Gatti, presunto appartenente all’omonimo clan e ritenuto dagli inquirenti dirigente e organizzatore dell’associazione mafiosa operante nell’area. Nell’ambito della procedura per l’aggiudicazione di un lotto fondiario in agro di Melfi, l’imprenditore Donato Macchia avrebbe presentato, “in modo strumentale”, un’offerta economica largamente inferiore al fine di agevolare il clan che aveva mire espansionistiche sui terreni messi a bando da Ismea.

La Procura antimafia evidenzia “i legami e le cointeressenze che avvincevano Delli Gatti Lorenzo a Macchia Donato. Inoltre l’imprenditore – come risulta dalle intercettazioni – avrebbe promesso a Lorenzo Delli Gatti un contratto riconducibile all’affare relativo alla realizzazione di un parco fotovoltaico a Melfi. Nel corso delle indagini vengono captate, dagli investigatori, alcune conversazioni telefoniche tra Delli Gatti e l’imprenditore di Filiano. “Per la presunta turbativa d’asta per la vendita di un fondo di 47 ettari da parte di Ismea, la Procura aveva chiesto gli arresti domiciliari per Navazio e Macchia. Il giudice per le indagini preliminari, pur confermando l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza in capo a entrambi gli imprenditori, ha escluso l’aggravante mafiosa e si è dichiarato territorialmente incompetente poiché la vendita del fondo è avvenuta a Roma.”

Macchia è indagato nella presunta turbativa d’asta aggravata dall’aver favorito il clan per l’acquisto di terreni dalla Banca delle terre. L’ipotesi è che abbia concordato un’offerta utile affinché il lotto fosse aggiudicato a un’azienda riconducibile a Lorenzo Delli Gatti. Con loro indagati anche la consigliera comunale di Melfi Vincenza Navazio e suo fratello, presidente del Melfi calcio, Lorenzo Navazio.

Il Pm Gerardo Salvia aveva anche chiesto misure cautelari non concesse dal Gip Teresa Reggio che ha ritenuto l’ipotesi di competenza della Procura di Roma dove si è svolta l’asta.

Dal canto suo, la difesa di Macchia esclude ogni addebito ed evidenzia come le accuse facciano riferimento a un colloquio avvenuto sei giorni dopo la scadenza dei termini di presentazione dell’offerta, cosa che rende impossibile ogni intesa per turbare l’asta.

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