Arpab. «Siamo stanchi di risultare i cialtroni della Pa lucana»

Riceviamo e pubblichiamo la nota dei lavoratori dell’Arpab.

Come lavoratori dell’Arpab, a volte ignorati e a volte offesi strumentalmente e gratuitamente da certa stampa patronale e dai followers di certo populismo alimentato artatamente da questa o da quella parte politica, vogliamo ribadire, in maniera netta e quanto più oggettivamente possibile, che siamo stanchi di essere continuamente buttati nell’agone e di risultare i cialtroni della Pubblica amministrazione lucana.

Qui lavorano professionisti che seriamente e faticosamente, ogni giorno, prestano la loro esperienza nonostante le condizioni generate da amministrazioni poco attente al benessere interno e alla dignità personale e familiare dei lavoratori tutti.

È inammissibile, ad esempio, che vengano pubblicate notizie come quella del giorno 3 novembre 2021 che titola “Arpab, molestie sessuali e negligenze in orario di lavoro” completamente falsa e che danneggia pericolosamente l’immagine dei lavoratori. Come possiamo continuare a svolgere i nostri compiti istituzionali se veniamo sbeffeggiati e mortificati in tal modo?

Ancora: è inammissibile, come già successo in passato con altre Direzioni, non percepire la parte accessoria del nostro salario per l’inesperienza o, peggio ancora, l’ignoranza nel pianificare e amministrare da parte di una leadership (purtroppo politica) che non ha mai avuto in agenda il benessere e la tranquillità di chi ha continuato a lavorare e a perseguire risultati usati propagandisticamente alla bisogna.

Non è né facile né piacevole lavorare in queste condizioni: essere costretti sempre a difendere diritti che in altri luoghi sono fissati da regole e procedure chiare e ben consolidate, mentre noi siamo obbligati a portare la discussione in tribunale e seguire lunghi processi che hanno sempre confermato la ragione dei lavoratori. Risulta davvero tutto avvilente e demotivante.

Auspichiamo la pubblicazione di queste poche righe, per dire basta a una politica scellerata che scarica le responsabilità sui lavoratori dell’Arpab per mascherare le proprie inadempienze programmatiche e basta con la violenza psicologica usata dai media strumentalizzati chiaramente e indistintamente dai vari partiti.