Apea. Cgil, Cisl e Uil a tutela dei lavoratori e della continuità dell’attività di interesse generale

Riceviamo e pubblichiamo

La Provincia di Potenza, da sei mesi, non consente all’APEA di svolgere le proprie attività, non procedendo al rinnovo dei contratti con gli uffici provinciali, scaduti in data 31/12/2022. Lo denunciano in una nota Cgil, Cisl, Uil. APEA Srl è una società partecipata della Provincia di Potenza che, rispettando i requisiti previsti dalla normativa in vigore, svolge un servizio di interesse generale per conto dell’Ente (monitoraggio e controllo degli impianti termici – “Operazione Caldaia Sicura”; attività di supporto tecnico agli Uffici provinciali “Ambiente” – Istruttorie AUA – e “Pianificazione Territoriale” (progetti Internazionali, espropri, atti amministrativi). La società – si sottolinea nella nota sindacale – viene utilizzata da 21 anni per la produzione di servizi rilevanti ed i dipendenti (età media superiore a 50 anni) hanno tutti acquisito un’esperienza consolidata nel settore.

La stessa Provincia di Potenza, con deliberazione del Consiglio provinciale n. 32 del 12 dicembre 2022 (la revisione ordinaria delle partecipazioni possedute dall’ente), ha dichiarato che l’agenzia rispetta i requisiti previsti dalla normativa e pertanto ha concluso che “all’esito della verifica si è rilevato che la società svolge tuttora un servizio di interesse generale e negli ultimi anni ha intrapreso un processo di miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia della propria azione per cui non ricorrono i presupposti di legge che obbligano l’ente a intraprendere un’azione di razionalizzazione”.

A seguito di una ispezione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, svolta nel 2022, e relativa alla gestione della società partecipata della Provincia, le attività dell’azienda si sono fermate. Per Cgil, Cisl, Uil le irregolarità rilevate dal MEF, di fatto, avrebbero evidenziato che la Provincia di Potenza è l’unico ente in Italia che non è in grado di gestire una società partecipata “in house” (in Italia ce ne sono quasi 8.000). La preoccupazione dei dipendenti è ancor più avvalorata dal fatto che la Provincia di Potenza sta procedendo con l’affidamento in gara di tutte le attività di pubblico interesse che l’Agenzia svolgeva da più di vent’anni (un po’ come se la Regione o il Comune di Potenza decidessero di non utilizzare più Acquedotto Lucano o ACTA), e qualora l’APEA non dovesse avere nessuna commessa nel 2023, la stessa dovrà necessariamente essere liquidata dalla Provincia di Potenza, e pare evidente, a questo punto, che sia proprio questa l’intenzione dell’Ente. Vale a dire che gli unici a pagare per le irregolarità rilevate da Ministero saranno coloro che non ne hanno colpa, e cioè ancora una volta i dipendenti.

A tal proposito e in tema di “razionalizzazione”, avviata ai sensi del D.Lgs. 175/2016, i sindacati precisano che: la società non ha un consiglio di amministrazione; non esistono i cosiddetti “costi della politica”, l’abbattimento dei quali era l’obiettivo primario del testo unico sulle partecipate di cui al D.Lgs. 175/2016; lo stipendio medio netto degli 11 dipendenti si aggira intorno ai 1.350 euro al mese, comprendendo in tale computo anche il compenso dell’Amministratore Unico; nel 2018 sono stati “prepensionati” due dipendenti a condizioni penalizzanti; nel 2020 si è proceduto addirittura al licenziamento dell’unica figura professionale di alto profilo; dal marzo 2020 in poi, 4 dipendenti hanno “subito” la cassa integrazione per 2 anni, periodo durante il quale due degli stessi sono stati mandati in pensione anzitempo. Alla luce di questa situazione, Cgil, Cisl, Uil metteranno in campo ogni azione al fine di tutelare i lavoratori qualora la situazione dovesse precipitare.

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