Ape sociale 2023. Uffici Patronato Ital-Uil a lavoro

Come ogni anno, con il mese di marzo arriva la prima scadenza utile per presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio di Ape Sociale, la misura di flessibilità in uscita che consente di anticipare il pensionamento. L’indennità, destinata esclusivamente a determinate categorie di lavoratori, è corrisposta dall’INPS, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia. Gli Uffici del Patronato Ital-Uil sono a lavoro per offrire la massima consulenza ed assistenza ai lavoratori. Introdotta in via sperimentale dalla Legge di bilancio 2017 e prorogata negli anni fino al 31 dicembre 2023, secondo ii dati dell’’INPS le nuove domande complessive sono intorno alle 12.300 l’anno (6.500 donne e 5.800 uomini) con prestazioni in media di 48mila euro l’anno per gli uomini e 42mila per le donne.

Anna Lauria e Giuseppe Pietrantuono dell’Ital Uil spiegano che l’indennità è corrisposta per 12 mesi all’anno, fino all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento di un trattamento pensionistico diretto anticipato o conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia. La prestazione è pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso all’indennità stessa. L’importo non può in ogni caso superare l’importo massimo mensile di 1.500 euro lordi e non è né rivalutato né integrato al trattamento minimo. Durante il godimento dell’indennità non spetta contribuzione figurativa.

Chi ha diritto al beneficio
Possono beneficiarne tutti i lavoratori dipendenti, del settore pubblico e privato, oltre agli autonomi e ai parasubordinati (escluse le casse libero professionali) che abbiano raggiunto 63 anni di età e almeno 30 o 36 anni di contributi, che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero e che si trovino in uno dei seguenti profili di tutela:

Disoccupati
Soggetti che abbiano compiuto 63 anni di età e almeno 30 anni di contribuzione, si trovino in uno stato di disoccupazione (a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria, ovvero scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato, se nei 36 mesi precedenti la prestazione ci sono stati periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi) e abbiano integralmente esaurito la prestazione di disoccupazione loro spettante;

Caregiver
Soggetti che abbiano compiuto 63 anni di età e almeno 30 anni di contribuzione e che al momento della domanda, assistono da almeno sei mesi, il coniuge, la persona in unione civile o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Dal 1° gennaio 2018 sono inclusi anche i soggetti che assistono, un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Invalidi civili
Soggetti che abbiano compiuto 63 anni di età e almeno 30 anni di contribuzione ai quali è stata accertata, dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, una riduzione della capacità lavorativa, accertata, superiore o uguale al 74%.

Lavoratori gravosi
Lavoratori dipendenti che abbiano compiuto 63 anni di età e almeno 36 anni di contribuzione e che alla data di presentazione della domanda di accesso all’ Ape Sociale abbiano svolto per almeno 6 anni negli ultimi 7 o, 7 anni negli ultimi 10, una delle attività lavorative contenute nell’allegato 3 alla legge n. 234/2021 (Legge di Bilancio 2022) (Consulta l’elenco delle professioni).
Dal 1° gennaio 2022 per i lavoratori dipendenti del settore dell’edilizia, i ceramisti e i conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta è stata prevista la riduzione, da 36 a 32 anni, del requisito contributivo minimo richiesto per l’accesso alla prestazione.
Ai fini del riconoscimento dell’indennità, per le lavoratrici madri i requisiti contributivi richiesti sono ridotti di 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di due anni.

Come si richiede l’Ape Sociale
L’iter per accedere al beneficio – spiegano Lauria e Pietrantuono – prevede una doppia domanda all’INPS: la prima per ottenere la certificazione dei requisiti al fine di poter fruire dell’indennità; la seconda per richiedere la prestazione vera e propria.
Per i soggetti che entro il 31 dicembre 2023 si trovino o potrebbero venire a trovarsi nelle condizioni previste dalla legge, esistono tre momenti per presentare, all’INPS, la domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio: entro il 31 marzo, il 15 luglio e, comunque, non oltre il 30 novembre.
Resta fermo che, le domande presentate oltre il 15 luglio e, comunque, non oltre il 30 novembre, saranno prese in considerazione esclusivamente se all’esito del monitoraggio residueranno le necessarie risorse finanziarie stanziate.
Per la Uil, sindacato delle persone – sottolinea il segretario regionale Vincenzo Tortorelli – è questo uno dei servizi che garantiamo principalmente come protezione sociale per le persone più deboli e in disagio socio-economico. L’Ape sociale è pertanto uno strumento importante voluto e sostenuto dal sindacato.

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