Angolo Amarcord. 29 aprile 2018: Potenza Calcio promosso in Serie C

Oggi per i tifosi rossoblu ed i “simpatizzanti” del Potenza Calcio, non è una giornata come le altre: è il terzo anniversario della promozione in serie C. Domenica 29 Aprile 2018, una calda giornata di primavera, in un “Viviani” strapieno in ogni ordine di posto (7000 spettatori circa), i lucani, allenati allora dal pugliese Nicola Ragno, vinsero con pieno merito il girone H di serie D, conquistando la promozione in serie C con una giornata di anticipo, dopo un lungo testa a testa con la Cavese da inizio campionato. Nella “partita promozione”, i potentini liquidarono con un netto 3-1 il Taranto grazie alle reti di Russo (12’), Guaita (19’) e França (34’); per gli ionici gol della bandiera di Diakite (88’). L’avvento di Caiata, Fontana e Iovino ad inizio stagione (luglio 2017), fu la vera rivoluzione sotto l’aspetto societario, organizzativo e tecnico; i tre soci portarono una vera e propria “ventata di modernità” che dalle parti di Viale Marconi a Potenza, mancava da diversi anni. I rossoblu arrivavano da alcune stagioni anonime in serie D e, soprattutto, burrascose dal punto di vista della stabilità societaria e finanziaria. La nuova dirigenza, fin da subito, si dimostrò abile nel programmare una stagione calcistica, nel concepire una squadra di calcio come un’azienda, in cui tutti devono svolgere il proprio ruolo in maniera efficiente al fine di ottenere un duplice obiettivo: stabilità economica della società e risultati sportivi soddisfacenti. Quella “cavalcata” trionfale “riaccese” la città di Potenza che, da troppi anni, era ricaduta in uno stato di atavica apatia sociale ed economica; migliaia di potentini, grazie alla prima squadra di calcio cittadina, ritrovarono quel senso di identità e appartenenza che si era smarrito. La domenica era diventata “sacra” con riti, “ruggiti” e profezie; numerosi “sold out” allo stadio sempre più gremito da intere famiglie, coreografie spettacolari, bandiere e stendardi spuntarono ovunque. Scaramanzia e spettacolo durante tutta la stagione si mischiarono in una magica alchimia; il presidente Caiata diede il via ai riti propiziatori del “Viviani” con il suo immancabile zainetto, il giubbino di pelle e la fortunata canzone “Se mi lasci non vale” di Julio Iglesias ad inizio partita, replicata dopo ogni gol dei rossoblu e diventato un vero e proprio “tormentone” per i tifosi. Lo storico striscione “U Putenz è semb nu squadron” tornò ad essere la frase più gettonata sugli spalti, tanto da diventare lo slogan della stagione, insieme a “tosti, tosti, tosti!” coniato dallo stesso Caiata. Il leone da allora è tornato a ruggire: tra gioco e scaramanzia, si sono susseguiti tre ottimi campionati di serie C che hanno confermato l’importanza del calcio per la crescita sociale ed economica di una città, come Potenza, che vuole “rialzarsi” dai suoi atavici problemi e provare a “ruggire” come la sua squadra!

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