Anche i robot… s’incazzano!

di asterisco

Con un ritardo, alquanto sibillino, leggiamo la sconvolgente e strabiliante notizia che un automa nella TESLA, colossale azienda del magnate della tanto scriteriata intelligenza artificiale, ha addirittura attaccato, ferito ed immobilizzato un ingegnere, lavoratore indefesso al soldo di una tecnocrazia assurda, che mira solo a un ritorno economico, mascherandolo all’insegna della solidarietà e del progresso dell’umanità.       

La notizia, al di là delle inevitabili, istintive e comiche considerazioni che ognuno di noi senta il bisogno di fare, a voler essere seri dovrebbe indurci a non subire in maniera passiva l’utilizzo di certi apparati tecnologici, convinti che non se ne possa fare a meno.

La natura dell’homo sapiens diventa tale solo se siamo in grado di usare certi strumenti per migliorare la nostra condizione di fronte alle impellenti necessità che il vivere quotidiano ci pone. Succede in realtà che succubi di un sempre più intrigante progresso tecnologico diventiamo noi stessi androidi con funzioni neurali sempre più ridotte, macchine pensanti attraverso un software pilotato ad arte, che annichilisce in modo pesante la capacità cosciente dell’individuo e la possibilità decisionale nelle sue azioni. Dell’apparente fragilità e forza dell’uomo, che Pascal paragonava però ad una canna pensante dovremmo forse tenerne un maggior conto

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