Potenza si accinge a mutare il nome: “Colabrodo”, capoluogo di regione delle strade dissestate. Una tristissima verità. Mettersi in marcia per le vie della città sembra essersi trasformato in una vera e propria corsa a ostacoli: spostarsi da un lato all’altro di “Potenza-Colabrodo” è solo una gincana durante la quale diventa fondamentale scansare i numerosi e ripetuti fossi che caratterizzano il manto stradale.
Che si tratti di zone periferiche o centrali poco importa: tutte le strade presentano dissesti, buche e ammaloramenti. “Non ne possiamo più – ha esclamato una cittadina – è diventato pericoloso anche solo attraversare una strada: un fosso non visto può causare seri danni”. Dello stesso avviso sono i fruitori della mobilità sostenibile: “In bici o in monopattino bisogna fare lo slalom tra fossi e avvallamenti”.
Dopo l’installazione degli autovelox in 30 giorni (5 agosto-5 settembre 2022) sono state elevate circa 22mila sanzioni. Per un importo di circa 3 milioni di euro.
Ma gli amministratori sono a conoscenza del codice della strada, articolo 208, proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie?
La norma recita tra l’altro: …altre finalità connesse al miglioramento della sicurezza stradale, relative alla manutenzione delle strade di proprietà dell’ente, all’installazione, all’ammodernamento, al potenziamento, alla messa a norma e alla manutenzione delle barriere e alla sistemazione del manto stradale delle medesime strade, a interventi per la sicurezza stradale a tutela degli utenti (vulnerabili), quali bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti…
Nonostante le costanti lamentele dell’intera cittadinanza, la soluzione del problema sembra essere ancora lontana. Cosa bisogna aspettare per far sì che le cose cambino? Se una (preannunciata) tragedia o le prossime elezioni amministrative non è ancora dato saperlo…

