«Altro che “recupero” fondi per aree interne, il Governo butta nel cestino risorse ingenti del Pnrr»

di Carmine Ferrone, (PD) consigliere della Provincia di Ptenza

La narrazione e la propaganda della Lega e del centrodestra non hanno limiti. Oggi apprendiamo dal consulente del Ministro Salvini e coordinatore della Lega Basilicata Pepe che sono stati recuperati per la Basilicata 14,5 milioni di euro del Fondo Sviluppo Montagne che sarebbero stati persi negli ultimi anni. A parte il “mistero” tutto da chiarire come e chi avrebbe perso questi soldi, non troviamo nemmeno una parola sulla scelta scellerata del Governo di centrodestra di mettere nel cestino un pezzo consistente del Pnrr. “Da eliminare”, recita l’etichetta che la destra al governo è costretta ad apporre su nove misure, in particolare quelle destinate alla lotta al dissesto idrogeologico e alle aree interne. Si tratta di 1 miliardo 300 milioni per la gestione del rischio alluvioni e la riduzione del rischio idrogeologico e di 725 milioni per il potenziamento di servizi ed infrastrutture sociali di comunità delle aree interne. Non riesco a capire di quali meriti (per Salvini) parli Pepe e come si faccia a parlare di successo della Lega. Dunque dopo le risorse negate dal Governatore Bardi ai Comuni per servizi essenziali ai cittadini specie dei comuni più piccoli e delle aree interne, la cosiddetta rimodulazione del Pnrr è tutta contro gli interessi e le comunità più svantaggiate per acuire il divario Nord-Sud. Altro esempio di Autonomia Differenziata in chiave leghista. Piuttosto di fronte alle scene di devastazione legate al meteo impazzito e agli incendi che hanno devastato l’Italia dal nord a sud, mi piace ricordare il monito del Presidente Mattarella: “Occorre assumere la piena consapevolezza che siamo in ritardo. Bisogna agire cercando di incrementare l’impegno a salvaguardia dell’ambiente e per combattere le cause del cambiamento climatico”. L’Italia non può vivere in eterna emergenza e la prevenzione va praticata proprio a partire dalle aree interne e montane. Per tutto questo sosteniamo le proposte di Upi ed Anci per il pieno coinvolgimento delle Province e dei Comuni nella rimodulazione del Pnrr.

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