di Efesto Ronzinante
Preparatevi italiani: la caldaia a gas è destinata a diventare un pezzo da museo. Non sarà più il rombo rassicurante della vecchia caldaia a scaldarci nelle fredde notti invernali ma il dolce ronzio di una pompa di calore. Evviva il progresso! O almeno così dicono.
Con l’ennesima direttiva europea dal nome accattivante – qualcosa tipo “Stop al Metano, Salviamo il Pianeta e la Bolletta (Forse)” – si stabilisce che le caldaie a gas sono destinate a scomparire come i dinosauri. A partire dal 2025, gli incentivi per installarle saranno un lontano ricordo. Al loro posto ecco le pompe di calore, magnifiche creazioni tecnologiche capaci di riscaldare e rinfrescare, praticamente il coltellino svizzero del riscaldamento domestico. Ma è davvero la panacea promessa?
Dicono che la pompa di calore sia un prodigio dell’efficienza energetica. E come non crederci? È in grado di produrre tre volte più energia di quella che consuma. Un risparmio, ci assicurano, che potrebbe farci dire addio alle bollette salatissime… sempre che viviate a Pantelleria, dove il termometro non scende mai sotto i 15 gradi. Se, invece, abitate a Cortina, forse vi servirà un secondo mutuo per accendere contemporaneamente la pompa di calore e una stufa a pellet di emergenza.
Ma non dimentichiamo l’aspetto green! Con la pompa di calore salveremo il pianeta… o almeno il nostro angolino di giardino perché l’unità esterna richiede spazio. Speriamo solo che il vicino non si accorga che la macchina emette un ronzio costante che può sembrare una colonia di api in festa.
Certo, c’è il piccolo dettaglio del costo iniziale. Una pompa di calore, installazione inclusa, può costare tra i 10.000 e i 30.000 euro. Però non temete: ci sono incentivi che coprono il 65%. Cosa aspettate a vendere il divano e l’auto per finanziare il resto?
E poi c’è il problema del clima. La pompa di calore è come quelle persone che funzionano benissimo a temperatura ambiente ma appena arriva il freddo… crollano. In montagna o nelle regioni del Nord, dove l’inverno è lungo e pungente, le prestazioni potrebbero non essere proprio all’altezza delle aspettative. Ma chi non ama una casa fresca quando fuori ci sono -10 gradi?
Sembra quasi che stia nascendo una nuova religione: il “Pompa-di-Calorismo”. Come ogni fede, anche questa ha i suoi sacerdoti – i tecnici che installano queste meraviglie – e i suoi profeti: i legislatori europei che vedono un futuro luminoso e senza gas. Forse qualcuno dovrebbe spiegare loro che in Italia, nonostante tutto, molte case sono ancora del dopoguerra e spesso prive di isolamento termico. Ma perché rovinare il sogno con la realtà?
Quindi cosa fare? Rinunciare al comfort della vecchia caldaia e abbracciare il futuro elettrico? Oppure aspettare che la tecnologia migliori, magari nel 2040, quando i costi scenderanno e le pompe di calore funzioneranno anche sulla Luna? In ogni caso, una cosa è certa: ci sarà sempre qualcosa di nuovo e rivoluzionario che ci spingerà a cambiare. Nel frattempo godiamoci la caldaia a gas finché possiamo… e prepariamo il portafoglio per il prossimo miracolo tecnologico che salverà il mondo. Ma a che prezzo?


