Absit iniuria verbo. Cinesica o mistica fascista?

di Massimo D’Aleppo

Assistiamo come al solito all’ennesimo onanismo mentale delle nostre penne rinomate alle quali non sfugge nessuna occasione per far credere di essere sempre sul pezzo o meglio unica fonte essenziale d’informazione pubblica! Un gesto, per quanto possa essere discutibile, diventa una ghiotta occasione per buttarla non in politica, come molti credono, ma solo in caciara per usare un termine ben accetto ai romani de Roma. Quel che preoccupa di più sono le giustificazioni e come se non bastasse le disquisizioni sul gesto e il suo recondito significato come saluto addirittura militare o quant’altro. Non si può quindi spontaneamente dimenticare la storiella legata alla mimica gestuale delle statue poste sulla facciata del Palazzo Reale della città partenopea che può dirci tante cose.

Con i complessi problemi che il mondo ci sta propinando continuiamo ancora a discettare su tali bestialità? Se c’è qualche nostalgico che si ritiene figlio della lupa buon per lui che si sente orgoglioso delle sue origini ed è libero di fare qualunque gesto allo stesso modo di chi scomodando anche un gesto apotropaico, e ci sia consentito per questa volta, si gratta i…cabbasisi!

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