A Melfi (PZ) una panchina arcobaleno contro l’omofobia

Una panchina arcobaleno nella Città di Melfi per la “Giornata internazionale contro l’omofobia”.  Cerimonia di inaugurazione questa mattina, in Via Foggia a Melfi, alla presenza della Vicesindaco, Giovanna Rufino, della Presidente dell’Anpi di Melfi, Anna Martino,  della Presidente dell’Agedo, Antonella Giosa, della Presidente dell’Arcigay, Morena Rapolla, della Consigliera nazionale Arcigay, Pia Ciminelli,  Antonio Simonetti dell’USD Basilicata. Ha condotto i lavori Antonio Ferrara. Per il vicesindaco Rufino “il Comune di Melfi ha aderito alla Giornata Internazionale contro l’omofobia e all’iniziativa lanciata dall’Arcigay Basilicata: una panchina arcobaleno in ogni Comune lucano. La giunta ha condiviso con delibera la proposta dei Giovani Democratici per la realizzazione e l’installazione di una panchina arcobaleno in un’area che presto sarà il Parco dei Diritti. Il Comune è da sempre attento alle iniziative che promuovono la difesa dei diritti ed il contrasto all’omotransfobia, in attuazione sostanziale del principio di uguaglianza e di inclusione tra i cittadini, contribuendo alla eliminazione delle differenze di razza, di credo religioso, di appartenenza politica, di orientamento sessuale o di identità di genere. Questa panchina, pertanto, vuole essere oggi un luogo di alto valore simbolico per la difesa dei diritti  civili e la cultura della tolleranza e del rispetto verso il prossimo, valori di riferimento adottati dall’intera comunità di Melfi”. “Una iniziativa importante per la Città di Melfi quella di oggi- ha detto Giosa- perché la panchina arcobaleno è simbolo di inclusione e rispetto per tutti. La lotta ai diritti continua sulla stessa strada, quella di acquisizione di diritti, di rispetto  e inclusione. Da Presidente Agedo mi onoro di rappresentare genitori, famiglie e parenti di persone Lgbt e sono felice di essere a Melfi per ribadire che i diritti non sono favori ma devono essere diritti di tutti e tutte. Sono qui anche per ribadire che l’approvazione del ddl Zan è una pietra che dobbiamo mettere in Italia”. “Siamo orgogliosi di essere cittadini Melfi – ha detto  Simonetti dell’Usb – perché la nostra Città si dimostra pronta ad accogliere chiunque a prescindere dall’orientamento sessuale o dal colore della pelle”. “Sono compiaciuta di questa iniziativa- ha detto Anna Martino dell’Anpi- perché anche se la panchina rappresenta un oggetto ha un  importante significato di riflessione e sensibilizzazione. Bisogna partire dalla scuola e poi anche la società deve fare la sua parte”.  “Era il 17 maggio 1990 –  ha detto  la Consigliera nazionale Arcigay, Pia Ciminelli -quando l’Organizzazione mondiale della sanità ha derubricato definitivamente l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali. Passi avanti sono stati fatti ma sono ancora troppo pochi. Oggi siamo a Melfi a sensibilizzare l’opinione pubblica affinchè l’identità di ognuno di noi venga ad essere riconosciuta. Bisogna incrementare sempre più il sentimento di accettazione di sé rispetto alla nostra persona ed al nostro orientamento”. Per la  Presidente dell’Arcigay, Morena Rapolla “iniziative come quella di oggi hanno un forte valore simbolico. Un simbolismo costruttivo che lascia ben sperare che il cammino dei diritti civili è un cammino robusto che se perseguito da noi  tutti  ci permetterà di  raccogliere dei risultati rigogliosi. Oggi però  ci troviamo davanti ad un appuntamento con la storia. L’approvazione del ddl Zan rappresenta un nuovo poderoso passo in avanti. Ringrazio il Comune di Melfi per questa iniziativa in risposta alla campagna che abbiamo avviato mesi fa come Arcigay Basilicata. Ripartiamo da qui, dalle nuove generazioni alle quali dobbiamo dare strumenti validi per la costruzione di un futuro migliore tanto sperato”.

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