La bicicletta: macchina ideale del futuro nella sua essenzialità

Tornano utili alcune considerazioni sulla bicicletta, vista come la vera macchina ideale del futuro, dopo le recenti polemiche salite alla ribalta per le spaventevoli cadute di corridori in una tappa del Giro dei Paesi Baschi. Uno degli sport più popolari in assoluto come il ciclismo ha sempre avuto un riscontro economico e commerciale di rilievo a vari livelli. Uno sport però in cui contavano la forza e la resistenza fisica dell’atleta in maniera prioritaria e poi il mezzo meccanico, famosi campioni da Bottecchia a Binda, da Bartali a Coppi che hanno fatto la storia di questo sport lo testimoniano.

Oggi invece si abusa in modo improprio di una tecnologia finalizzata al solo profitto e con l’avallo di compiacenti tecnocrati e l’uso di nuovi materiali si cerca di raggiungere prestazioni elevate mettendo in secondo piano l’atleta che resta pur sempre la forza motrice,  nonostante  i limiti imposti da madre natura ma che si tenta di raggirare con un uso indiscriminato di sostanze che l’industria farmaceutica, grazie anche ai notevoli progressi della farmacologia, mette a disposizione in maniera incontrollata. A voler essere sintetici in obbedienza al dio danaro si snatura l’essenzialità del mezzo meccanico così come le potenzialità umane.

La bicicletta affascina per la sua essenzialità così come per le complesse leggi della Fisica che spiegano il suo equilibrio dinamico per effetto della forza motrice umana e di rimando anche il suo equilibrio statico a seconda dei movimenti impercettibili che compie chi pedala.

Un professore di fisica nel prestigioso MIT, autore di testi universitari,  era solito servirsi di esempi attinenti proprio alla Fisica della bicicletta e che di continuo proponeva agli studenti negli esami. Un mezzo semplice su cui agiscono tante forze o più correttamente i loro momenti che devono armonizzarsi con quelli delle leve di forza motrice rappresentate dagli arti di chi pedala, con due soli punti di attrito volvente con il terreno nel movimento delle ruote.

Una Fisica complessa attraverso una macchina estremamente semplice proiettata in un futuro a risparmio energetico che non conosce rivali nonostante i tanti orpelli super tecnologici usati a sproposito e che non hanno alcun valore determinante ai fini del suo utilizzo ottimale. La semplicità di un qualsiasi congegno meccanico è la sola garanzia del suo perfetto funzionamento essendo la caratteristica della bicicletta tradizionale che oggi con i materiali di cui si dispone potrebbero garantire un peso accettabile e in linea con quanto richieda il movimento ottimale del mezzo in funzione delle pendenze da superare e i relativi rapporti di trasmissione del cambio. La pedalata assistita o la bici elettrica sono varianti di una qualche utilità ma devono giocoforza fare i conti con la variabile peso, unico efficace determinante nel rendimento del mezzo meccanico e in definitiva ci rimanda alla considerazione iniziale dell’importanza della semplice essenzialità che una bicicletta debba avere qualora si voglia vedere come la macchina di un futuro prossimo e per di più a risparmio energetico.               

Michele Vista
Michele Vista
Articoli: 103